MES PETITES AMOUREUSES

di Jean Eustache
MES PETITES AMOUREUSES

Informazioni

Nazione: Francia

Anno: 1974

Durata: 123'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Eustache risale al tempo tra infanzia e adolescenza, specchiandosi nello sguardo silenzioso e già «altrove» del protagonista Daniel: fra Pessac, dove vive con la nonna, e Narbonne, dove non riesce a ricongiungersi davvero con la madre, e che lascia in lui un vuoto mai raccordato. Nello splendido colore di Nestor Almendros, con Ingrid Caven nel ruolo della mamma, un’opera sul mistero dell’infanzia e del cinema, rimasta a torto sconosciuta e incompresa.

Regia

Jean Eustache

Jean Eustache

Jean Eustache (Pessac, Francia, 1938 - Parigi, Francia, 1981) trascorre l’infanzia nel paese natale, accudito dalla nonna materna. Sarà questo un periodo della vita che influenzerà profondamente la sua filmografia, segnata da una forte componente autobiografica. Al principio degli anni Cinquanta si trasferisce a Narbonne con la madre per stabilirsi infine a Parigi, dove lavora come operaio nelle officine delle ferrovie francesi. Nella capitale Eustache frequenta con passione i cineclub e la redazione dei «Cahiers du cinéma», in cui entra in contatto con i protagonisti della Nouvelle vague. Gira il cortometraggio La soirée (1963), ma il suo vero esordio da regista è Les mauvaises fréquentations (1963-1964), breve racconto dedicato alla domenica di due giovani balordi parigini. Il film sarà distribuito nelle sale nel 1967 insieme al secondo lavoro di Eustache, Le Père Noël a les yeux bleus (1965-1966). Nell’anno clou delle rivolte studentesche il regista torna al paese di origine per girare La Rosière de Pessac (1968), esempio di una via «intima» alla rappresentazione del reale che caratterizzerà anche Le cochon (1970) e soprattutto Numéro zéro (1971), dedicato all’amata nonna, ripresa mentre racconta al nipote la propria storia. Il cinema come atto di rielaborazione del proprio vissuto è alla base anche del suo capolavoro più conosciuto, La maman et la putain (1973), pellicola che sa intercettare lo spirito di disillusione della generazione postsessantotto. Il relativo successo del film, vincitore del gran premio della giuria a Cannes, permette al regista di girare il suo secondo lungometraggio, Mes petites amoureuses (1974), racconto di formazione ancora una volta ispirato alle sue esperienze reali. Il film è un insuccesso. Gli ultimi anni sono segnati da sperimentazioni per la televisione e da numerosi progetti incompiuti, ma anche da una condizione esistenziale sofferta che lo spinge all’isolamento. Eustache si suicida all’età di quarantadue anni, sparandosi al cuore nel suo appartamento di Parigi.

Filmografia:
La soirée (cm, 1963), Les mauvaises fréquentations (mm, 1963-1964), Le Père Noël a les yeux bleus (mm, 1965-1966), La Rosière de Pessac (I) (doc., 1968), Le dernier des hommes: postface (cm, doc., tv, 1968), La petite marchande d’allumettes: postface (cm, doc., tv, 1969), Le cochon (coregia/codirector Jean-Michel Barjon, mm, doc., 1970), Numéro zero (doc., 1971), La maman et la putain (id., 1972-1973), Mes petites amoureuses (1974), Une sale histoire (mm, 1977), La Rosière de Pessac (II) (doc., tv, 1979), Le jardin des délices de Jérome Bosch (mm, doc., tv, 1979), Les photos d’Alix (cm, doc., 1980), Offre d’emploi (cm, tv, 1980).

Cast and Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Jean Eustache
fotografia/cinematography
Nestor Almendros
montaggio/film editing
Françoise Belleville, Alberto Yaccelini, Vincent Cottrell
suono/sound
Bernard Aubouy, Bernard Ortion, Nara Kollery
interpreti e personaggi/cast and characters
Martin Loeb (Daniel), Ingrid Caven (la madre/mother), Jacqueline Dufranne (la nonna/grandmother), Dionys Mascolo, Pierre Edelman, Maurice Pialat, Patrick Eustache, Jean Eustache (l’uomo seduto lungo la/man sitting along the promenade)
produttore/producer
Pierre Cottrell
produzione/production
Élite Films

Sinossi Approfondisci

Eustache risale al tempo tra infanzia e adolescenza, specchiandosi nello sguardo silenzioso e già «altrove» del protagonista Daniel: fra Pessac, dove vive con la nonna, e Narbonne, dove non riesce a ricongiungersi davvero con la madre, e che lascia in lui un vuoto mai raccordato. Nello splendido colore di Nestor Almendros, con Ingrid Caven nel ruolo della mamma, un’opera sul mistero dell’infanzia e del cinema, rimasta a torto sconosciuta e incompresa.

Regia Tutto sui registi del film

Jean Eustache

Jean Eustache

Jean Eustache (Pessac, Francia, 1938 - Parigi, Francia, 1981) trascorre l’infanzia nel paese natale, accudito dalla nonna materna. Sarà questo un periodo della vita che influenzerà profondamente la sua filmografia, segnata da una forte componente autobiografica. Al principio degli anni Cinquanta si trasferisce a Narbonne con la madre per stabilirsi infine a Parigi, dove lavora come operaio nelle officine delle ferrovie francesi. Nella capitale Eustache frequenta con passione i cineclub e la redazione dei «Cahiers du cinéma», in cui entra in contatto con i protagonisti della Nouvelle vague. Gira il cortometraggio La soirée (1963), ma il suo vero esordio da regista è Les mauvaises fréquentations (1963-1964), breve racconto dedicato alla domenica di due giovani balordi parigini. Il film sarà distribuito nelle sale nel 1967 insieme al secondo lavoro di Eustache, Le Père Noël a les yeux bleus (1965-1966). Nell’anno clou delle rivolte studentesche il regista torna al paese di origine per girare La Rosière de Pessac (1968), esempio di una via «intima» alla rappresentazione del reale che caratterizzerà anche Le cochon (1970) e soprattutto Numéro zéro (1971), dedicato all’amata nonna, ripresa mentre racconta al nipote la propria storia. Il cinema come atto di rielaborazione del proprio vissuto è alla base anche del suo capolavoro più conosciuto, La maman et la putain (1973), pellicola che sa intercettare lo spirito di disillusione della generazione postsessantotto. Il relativo successo del film, vincitore del gran premio della giuria a Cannes, permette al regista di girare il suo secondo lungometraggio, Mes petites amoureuses (1974), racconto di formazione ancora una volta ispirato alle sue esperienze reali. Il film è un insuccesso. Gli ultimi anni sono segnati da sperimentazioni per la televisione e da numerosi progetti incompiuti, ma anche da una condizione esistenziale sofferta che lo spinge all’isolamento. Eustache si suicida all’età di quarantadue anni, sparandosi al cuore nel suo appartamento di Parigi.

Filmografia:
La soirée (cm, 1963), Les mauvaises fréquentations (mm, 1963-1964), Le Père Noël a les yeux bleus (mm, 1965-1966), La Rosière de Pessac (I) (doc., 1968), Le dernier des hommes: postface (cm, doc., tv, 1968), La petite marchande d’allumettes: postface (cm, doc., tv, 1969), Le cochon (coregia/codirector Jean-Michel Barjon, mm, doc., 1970), Numéro zero (doc., 1971), La maman et la putain (id., 1972-1973), Mes petites amoureuses (1974), Une sale histoire (mm, 1977), La Rosière de Pessac (II) (doc., tv, 1979), Le jardin des délices de Jérome Bosch (mm, doc., tv, 1979), Les photos d’Alix (cm, doc., 1980), Offre d’emploi (cm, tv, 1980).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Jean Eustache
fotografia/cinematography
Nestor Almendros
montaggio/film editing
Françoise Belleville, Alberto Yaccelini, Vincent Cottrell
suono/sound
Bernard Aubouy, Bernard Ortion, Nara Kollery
interpreti e personaggi/cast and characters
Martin Loeb (Daniel), Ingrid Caven (la madre/mother), Jacqueline Dufranne (la nonna/grandmother), Dionys Mascolo, Pierre Edelman, Maurice Pialat, Patrick Eustache, Jean Eustache (l’uomo seduto lungo la/man sitting along the promenade)
produttore/producer
Pierre Cottrell
produzione/production
Élite Films