LA MAMAN ET LA PUTAIN

di Jean Eustache
LA MAMAN ET LA PUTAIN

Informazioni

Nazione: Francia

Anno: 1973

Durata: 217'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Uno dei capolavori del cinema e degli anni Settanta, ensemble da camera a tre voci nell’indimenticabile interpretazione di Jean-Pierre Léaud, Bernadette Lafont e Françoise Lebrun. Alexandre, Marie e Veronika si amano, s’incontrano, s’intrecciano, si parlano, in un susseguirsi di commedia e dramma. Spiazzante nel tenero sguardo sul vuoto, il film attraversa ripetute stazioni in interno ed esterno, tra corpi e parole in movimento incerto intorno all’amore. In un materico bianco e nero, si muove in territori tra privato e pubblico capaci di incidere il tempo.

Regia

Jean Eustache

Jean Eustache

Jean Eustache (Pessac, Francia, 1938 - Parigi, Francia, 1981) trascorre l’infanzia nel paese natale, accudito dalla nonna materna. Sarà questo un periodo della vita che influenzerà profondamente la sua filmografia, segnata da una forte componente autobiografica. Al principio degli anni Cinquanta si trasferisce a Narbonne con la madre per stabilirsi infine a Parigi, dove lavora come operaio nelle officine delle ferrovie francesi. Nella capitale Eustache frequenta con passione i cineclub e la redazione dei «Cahiers du cinéma», in cui entra in contatto con i protagonisti della Nouvelle vague. Gira il cortometraggio La soirée (1963), ma il suo vero esordio da regista è Les mauvaises fréquentations (1963-1964), breve racconto dedicato alla domenica di due giovani balordi parigini. Il film sarà distribuito nelle sale nel 1967 insieme al secondo lavoro di Eustache, Le Père Noël a les yeux bleus (1965-1966). Nell’anno clou delle rivolte studentesche il regista torna al paese di origine per girare La Rosière de Pessac (1968), esempio di una via «intima» alla rappresentazione del reale che caratterizzerà anche Le cochon (1970) e soprattutto Numéro zéro (1971), dedicato all’amata nonna, ripresa mentre racconta al nipote la propria storia. Il cinema come atto di rielaborazione del proprio vissuto è alla base anche del suo capolavoro più conosciuto, La maman et la putain (1973), pellicola che sa intercettare lo spirito di disillusione della generazione postsessantotto. Il relativo successo del film, vincitore del gran premio della giuria a Cannes, permette al regista di girare il suo secondo lungometraggio, Mes petites amoureuses (1974), racconto di formazione ancora una volta ispirato alle sue esperienze reali. Il film è un insuccesso. Gli ultimi anni sono segnati da sperimentazioni per la televisione e da numerosi progetti incompiuti, ma anche da una condizione esistenziale sofferta che lo spinge all’isolamento. Eustache si suicida all’età di quarantadue anni, sparandosi al cuore nel suo appartamento di Parigi.

Filmografia:
La soirée (cm, 1963), Les mauvaises fréquentations (mm, 1963-1964), Le Père Noël a les yeux bleus (mm, 1965-1966), La Rosière de Pessac (I) (doc., 1968), Le dernier des hommes: postface (cm, doc., tv, 1968), La petite marchande d’allumettes: postface (cm, doc., tv, 1969), Le cochon (coregia/codirector Jean-Michel Barjon, mm, doc., 1970), Numéro zero (doc., 1971), La maman et la putain (id., 1972-1973), Mes petites amoureuses (1974), Une sale histoire (mm, 1977), La Rosière de Pessac (II) (doc., tv, 1979), Le jardin des délices de Jérome Bosch (mm, doc., tv, 1979), Les photos d’Alix (cm, doc., 1980), Offre d’emploi (cm, tv, 1980).

Cast and Credits


regia, sceneggiatura/director, screenplay
Jean Eustache
fotografia/cinematography
Pierre Lhomme
montaggio/film editing
Jean Eustache, Denise de Casabianca
suono/sound
Jean-Pierre Ruh, Paul Lainé
interpreti e personaggi/cast and characters
Jean-Pierre Léaud (Alexandre), Bernadette Lafont (Marie), Françoise Lebrun (Veronika), Isabelle Weingarten (Gilberte), Jacques Renard, Jean-Noël Picq, Jean Doucher, Jean Eustache (l’uomo al supermercato/man at the supermarket)
produttore/producer
Pierre Cottrell
produzione/production
Élite Films, Ciné Qua Non, Les Films du Losange, Simar Films, V.M. Productions

Sinossi Approfondisci

Uno dei capolavori del cinema e degli anni Settanta, ensemble da camera a tre voci nell’indimenticabile interpretazione di Jean-Pierre Léaud, Bernadette Lafont e Françoise Lebrun. Alexandre, Marie e Veronika si amano, s’incontrano, s’intrecciano, si parlano, in un susseguirsi di commedia e dramma. Spiazzante nel tenero sguardo sul vuoto, il film attraversa ripetute stazioni in interno ed esterno, tra corpi e parole in movimento incerto intorno all’amore. In un materico bianco e nero, si muove in territori tra privato e pubblico capaci di incidere il tempo.

Regia Tutto sui registi del film

Jean Eustache

Jean Eustache

Jean Eustache (Pessac, Francia, 1938 - Parigi, Francia, 1981) trascorre l’infanzia nel paese natale, accudito dalla nonna materna. Sarà questo un periodo della vita che influenzerà profondamente la sua filmografia, segnata da una forte componente autobiografica. Al principio degli anni Cinquanta si trasferisce a Narbonne con la madre per stabilirsi infine a Parigi, dove lavora come operaio nelle officine delle ferrovie francesi. Nella capitale Eustache frequenta con passione i cineclub e la redazione dei «Cahiers du cinéma», in cui entra in contatto con i protagonisti della Nouvelle vague. Gira il cortometraggio La soirée (1963), ma il suo vero esordio da regista è Les mauvaises fréquentations (1963-1964), breve racconto dedicato alla domenica di due giovani balordi parigini. Il film sarà distribuito nelle sale nel 1967 insieme al secondo lavoro di Eustache, Le Père Noël a les yeux bleus (1965-1966). Nell’anno clou delle rivolte studentesche il regista torna al paese di origine per girare La Rosière de Pessac (1968), esempio di una via «intima» alla rappresentazione del reale che caratterizzerà anche Le cochon (1970) e soprattutto Numéro zéro (1971), dedicato all’amata nonna, ripresa mentre racconta al nipote la propria storia. Il cinema come atto di rielaborazione del proprio vissuto è alla base anche del suo capolavoro più conosciuto, La maman et la putain (1973), pellicola che sa intercettare lo spirito di disillusione della generazione postsessantotto. Il relativo successo del film, vincitore del gran premio della giuria a Cannes, permette al regista di girare il suo secondo lungometraggio, Mes petites amoureuses (1974), racconto di formazione ancora una volta ispirato alle sue esperienze reali. Il film è un insuccesso. Gli ultimi anni sono segnati da sperimentazioni per la televisione e da numerosi progetti incompiuti, ma anche da una condizione esistenziale sofferta che lo spinge all’isolamento. Eustache si suicida all’età di quarantadue anni, sparandosi al cuore nel suo appartamento di Parigi.

Filmografia:
La soirée (cm, 1963), Les mauvaises fréquentations (mm, 1963-1964), Le Père Noël a les yeux bleus (mm, 1965-1966), La Rosière de Pessac (I) (doc., 1968), Le dernier des hommes: postface (cm, doc., tv, 1968), La petite marchande d’allumettes: postface (cm, doc., tv, 1969), Le cochon (coregia/codirector Jean-Michel Barjon, mm, doc., 1970), Numéro zero (doc., 1971), La maman et la putain (id., 1972-1973), Mes petites amoureuses (1974), Une sale histoire (mm, 1977), La Rosière de Pessac (II) (doc., tv, 1979), Le jardin des délices de Jérome Bosch (mm, doc., tv, 1979), Les photos d’Alix (cm, doc., 1980), Offre d’emploi (cm, tv, 1980).

Cast and Credits Scopri il cast del film


regia, sceneggiatura/director, screenplay
Jean Eustache
fotografia/cinematography
Pierre Lhomme
montaggio/film editing
Jean Eustache, Denise de Casabianca
suono/sound
Jean-Pierre Ruh, Paul Lainé
interpreti e personaggi/cast and characters
Jean-Pierre Léaud (Alexandre), Bernadette Lafont (Marie), Françoise Lebrun (Veronika), Isabelle Weingarten (Gilberte), Jacques Renard, Jean-Noël Picq, Jean Doucher, Jean Eustache (l’uomo al supermercato/man at the supermarket)
produttore/producer
Pierre Cottrell
produzione/production
Élite Films, Ciné Qua Non, Les Films du Losange, Simar Films, V.M. Productions