MACHINE TO MACHINE

di Philippe Rouy
MACHINE TO MACHINE

Informazioni

Nazione: Francia

Anno: 2013

Durata: 32'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

A Fukushima Dai-ichi i resti dell’impianto nucleare devastato dallo tsunami del 2011 impediscono alle persone di avvicinarsi. E così faranno per molto tempo ancora. Solo le macchine – droni, robot, gru – possono avventurarsi. Questi strumenti filmano a beneficio dell’umanità ciò che nessuno può più vedere. E il materiale registrato, che la Tepco ha dichiarato essere d’uso strettamente scientifico, si rivela come un viaggio allucinato nel cuore di un magma radioattivo indomabile.

Regia

Philippe Rouy

Philippe  Rouy

Philippe Rouy (Francia), videoartista, ha realizzato diversi film proiettati in festival internazionali: a Vila do Conde nel 2009 ha presentato Hypn, che è anche stato premiato come miglior film al Filmwinter di Stoccarda. Nel 2011 La voûte è stato selezionato a Rotterdam e Cheval blême al Festival di Oberhausen. Tra il 2012 e il 2014 ha realizzato tre cortometraggi sulla tragedia dello tsunami nell’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi, l’11 marzo 2011: 4 bâtiments, face à la mer (2012), menzione speciale al FidMarseille e in concorso nella sezione Internazionale.Doc a Torino, Machine to Machine (2013) e Fovea Centralis (2014). I film compongono la cosiddetta «trilogia di Fukushima».

Filmografia:
Beyrouth, littoral (cm, 2002), Etán (cm, 2004), Au fur que tu perdras la vue (2008), Survisions (2008), Hypn (cm, 2009), Cheval blême (2009), La voûte (2010), 1862 (2011), 4 bâtiments, face à la mer (mm, 2012), Machine to Machine (mm, 2013), Fovea Centralis (mm, 2014).

Cast and Credits

regia, montaggio, suono/director, film editing, sound
Philippe Rouy

contatti/contacts
Philippe Rouy
p.rouy@free.fr

Dichiarazione regista

«Queste immagini mettono sullo stesso piano gli ingegneri della Tepco e i semplici spettatori come me. Per capire cosa succede nell’impianto nucleare dipendiamo tutti dalle riprese di una camera montata su una macchina. Ma ciò che io vedo è soprattutto la relazione delirante fra due macchine: quella che filma e quella filmata. L’assenza dell’uomo è in questo caso decisiva. Il disastro nucleare rivela il materiale prendere il sopravvento sull’umano».

Sinossi Approfondisci

A Fukushima Dai-ichi i resti dell’impianto nucleare devastato dallo tsunami del 2011 impediscono alle persone di avvicinarsi. E così faranno per molto tempo ancora. Solo le macchine – droni, robot, gru – possono avventurarsi. Questi strumenti filmano a beneficio dell’umanità ciò che nessuno può più vedere. E il materiale registrato, che la Tepco ha dichiarato essere d’uso strettamente scientifico, si rivela come un viaggio allucinato nel cuore di un magma radioattivo indomabile.

Regia Tutto sui registi del film

Philippe Rouy

Philippe  Rouy

Philippe Rouy (Francia), videoartista, ha realizzato diversi film proiettati in festival internazionali: a Vila do Conde nel 2009 ha presentato Hypn, che è anche stato premiato come miglior film al Filmwinter di Stoccarda. Nel 2011 La voûte è stato selezionato a Rotterdam e Cheval blême al Festival di Oberhausen. Tra il 2012 e il 2014 ha realizzato tre cortometraggi sulla tragedia dello tsunami nell’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi, l’11 marzo 2011: 4 bâtiments, face à la mer (2012), menzione speciale al FidMarseille e in concorso nella sezione Internazionale.Doc a Torino, Machine to Machine (2013) e Fovea Centralis (2014). I film compongono la cosiddetta «trilogia di Fukushima».

Filmografia:
Beyrouth, littoral (cm, 2002), Etán (cm, 2004), Au fur que tu perdras la vue (2008), Survisions (2008), Hypn (cm, 2009), Cheval blême (2009), La voûte (2010), 1862 (2011), 4 bâtiments, face à la mer (mm, 2012), Machine to Machine (mm, 2013), Fovea Centralis (mm, 2014).

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regia, montaggio, suono/director, film editing, sound
Philippe Rouy

contatti/contacts
Philippe Rouy
p.rouy@free.fr

Dichiarazione regista Approfondisci

«Queste immagini mettono sullo stesso piano gli ingegneri della Tepco e i semplici spettatori come me. Per capire cosa succede nell’impianto nucleare dipendiamo tutti dalle riprese di una camera montata su una macchina. Ma ciò che io vedo è soprattutto la relazione delirante fra due macchine: quella che filma e quella filmata. L’assenza dell’uomo è in questo caso decisiva. Il disastro nucleare rivela il materiale prendere il sopravvento sull’umano».