4 BÂTIMENTS, FACE À LA MER

di Philippe Rouy
4 BÂTIMENTS, FACE À LA MER

Informazioni

Nazione: Francia

Anno: 2012

Durata: 47'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Lo sguardo costante di una webcam coglie uno spazio devastato da un male invisibile come la radioattività, ma paradossalmente cattura anche la bellezza della natura dopo una catastrofe della portata di Fukushima. Gli addetti si muovono come astronauti nell’area deserta della centrale, dove l’unica presenza sembra essere quella delle sostanze radioattive che ondeggiando si disperdono nell’aria.

Regia

Philippe Rouy

Philippe  Rouy

Philippe Rouy (Francia), videoartista, ha realizzato diversi film proiettati in festival internazionali: a Vila do Conde nel 2009 ha presentato Hypn, che è anche stato premiato come miglior film al Filmwinter di Stoccarda. Nel 2011 La voûte è stato selezionato a Rotterdam e Cheval blême al Festival di Oberhausen. Tra il 2012 e il 2014 ha realizzato tre cortometraggi sulla tragedia dello tsunami nell’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi, l’11 marzo 2011: 4 bâtiments, face à la mer (2012), menzione speciale al FidMarseille e in concorso nella sezione Internazionale.Doc a Torino, Machine to Machine (2013) e Fovea Centralis (2014). I film compongono la cosiddetta «trilogia di Fukushima».

Filmografia:
Beyrouth, littoral (cm, 2002), Etán (cm, 2004), Au fur que tu perdras la vue (2008), Survisions (2008), Hypn (cm, 2009), Cheval blême (2009), La voûte (2010), 1862 (2011), 4 bâtiments, face à la mer (mm, 2012), Machine to Machine (mm, 2013), Fovea Centralis (mm, 2014).

Cast and Credits

regia, montaggio, suono/director, film editing, sound
Philippe Rouy

contatti/contacts
Philippe Rouy
p.rouy@free.fr

Dichiarazione regista

«Le immagini della webcam ufficiale installata dalla Tepco, la società responsabile della centrale nucleare di Fukushima, sono interessanti per il paradosso che racchiudono: sono utilizzate per la comunicazione di un’impresa e allo stesso tempo danno accesso a una realtà proibita dove è in corso un irreversibile processo di imbarbarimento. Ho smesso di raccogliere immagini quando ha iniziato a nevicare, dopo otto mesi di riprese ininterrotte, e quando ho iniziato a riversare il girato mi sono reso conto che la lunghezza inusuale delle immagini apriva uno spiraglio sull’inimmaginabile concezione del tempo causata dall’energia nucleare e dalla radioattività».

Sinossi Approfondisci

Lo sguardo costante di una webcam coglie uno spazio devastato da un male invisibile come la radioattività, ma paradossalmente cattura anche la bellezza della natura dopo una catastrofe della portata di Fukushima. Gli addetti si muovono come astronauti nell’area deserta della centrale, dove l’unica presenza sembra essere quella delle sostanze radioattive che ondeggiando si disperdono nell’aria.

Regia Tutto sui registi del film

Philippe Rouy

Philippe  Rouy

Philippe Rouy (Francia), videoartista, ha realizzato diversi film proiettati in festival internazionali: a Vila do Conde nel 2009 ha presentato Hypn, che è anche stato premiato come miglior film al Filmwinter di Stoccarda. Nel 2011 La voûte è stato selezionato a Rotterdam e Cheval blême al Festival di Oberhausen. Tra il 2012 e il 2014 ha realizzato tre cortometraggi sulla tragedia dello tsunami nell’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi, l’11 marzo 2011: 4 bâtiments, face à la mer (2012), menzione speciale al FidMarseille e in concorso nella sezione Internazionale.Doc a Torino, Machine to Machine (2013) e Fovea Centralis (2014). I film compongono la cosiddetta «trilogia di Fukushima».

Filmografia:
Beyrouth, littoral (cm, 2002), Etán (cm, 2004), Au fur que tu perdras la vue (2008), Survisions (2008), Hypn (cm, 2009), Cheval blême (2009), La voûte (2010), 1862 (2011), 4 bâtiments, face à la mer (mm, 2012), Machine to Machine (mm, 2013), Fovea Centralis (mm, 2014).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, montaggio, suono/director, film editing, sound
Philippe Rouy

contatti/contacts
Philippe Rouy
p.rouy@free.fr

Dichiarazione regista Approfondisci

«Le immagini della webcam ufficiale installata dalla Tepco, la società responsabile della centrale nucleare di Fukushima, sono interessanti per il paradosso che racchiudono: sono utilizzate per la comunicazione di un’impresa e allo stesso tempo danno accesso a una realtà proibita dove è in corso un irreversibile processo di imbarbarimento. Ho smesso di raccogliere immagini quando ha iniziato a nevicare, dopo otto mesi di riprese ininterrotte, e quando ho iniziato a riversare il girato mi sono reso conto che la lunghezza inusuale delle immagini apriva uno spiraglio sull’inimmaginabile concezione del tempo causata dall’energia nucleare e dalla radioattività».