COWBOY MAKEDONSKI

di Fabio Ferrero
MACEDONIAN COWBOY - COWBOY MAKEDONSKI

Informazioni

Nazione: Italia, Macedonia

Anno: 2018

Durata: 65'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Goran arriva in Italia dalla Macedonia nel 1993. In poco tempo conquista la fiducia di molti produttori di barolo, cui fornisce la manodopera. Trasferitosi a Govone, dove affitta una modesta cascina, tutto comincia ad andare nel verso sbagliato. Quando sembra non esserci più via d’uscita, decide di intraprendere un viaggio a ritroso, verso est, verso casa. Ma anche la Macedonia sembra respingerlo. Un documentario che sfugge a ogni ordine e pianificazione, che insegue il fantasma di una storia che rischia di rimanere un desiderio incompiuto. Un sogno tragico che non ha fine, come la vita del protagonista.

Regia

Fabio Ferrero

Fabio Ferrero

Fabio Ferrero (Italia, 1981) è laureato in filosofia. Consulente per lo sviluppo di azioni e progetti culturali, filmmaker e autore teatrale, ha collaborato alla realizzazione dei documentari Vite al centro di Nicola Zambelli, Rada di Alessandro Abba Legnazzi e A Bitter Story di Francesca Bono. Cowboy Makedonski è il primo film di cui firma la regia.

Filmografia:
Cowboy Makedonski (doc., 2018).

Cast and Credits

regia/director
Fabio Ferrero
sceneggiatura/screenplay
Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
fotografia/cinematography
Carlo Reviglio
montaggio/film editing
Francesca Bono, Tamara Kotevska
musica/music
L’amortex
suono/sound
Francesco Mina, Darko Boshkovski, Luca Testolin
interpreti/cast
Goran Stojanov, Antoaneta Gocheva
produttori/producers
Alessandro D’Alessandro, Antov Ognen, Fabio Ferrero
produzione/production
4 Rooms Film, Dream Factory Macedonia

**
contatti/contacts
4Rooms
Alessandro D’Alessandro
[email protected]

www.4roomsfilm.it

Dichiarazione regista

«Mi interessava avvicinare una vita da avventuriero, da giocatore senza rete, uno di quei personaggi che aumentano sempre la posta, che non possono fermarsi e che sono condannati a perdere. Nelle nostre vite garantite a basso rischio ma a basso regime […], Goran rappresenta un’idea di libertà, compresa la libertà di perdere tutto quello che ha ottenuto. Ma in fondo nella natura umana, questa pulsione, questo folle ardimento, esiste da sempre e per questo ci affascina».

Sinossi Approfondisci

Goran arriva in Italia dalla Macedonia nel 1993. In poco tempo conquista la fiducia di molti produttori di barolo, cui fornisce la manodopera. Trasferitosi a Govone, dove affitta una modesta cascina, tutto comincia ad andare nel verso sbagliato. Quando sembra non esserci più via d’uscita, decide di intraprendere un viaggio a ritroso, verso est, verso casa. Ma anche la Macedonia sembra respingerlo. Un documentario che sfugge a ogni ordine e pianificazione, che insegue il fantasma di una storia che rischia di rimanere un desiderio incompiuto. Un sogno tragico che non ha fine, come la vita del protagonista.

Regia Tutto sui registi del film

Fabio Ferrero

Fabio Ferrero

Fabio Ferrero (Italia, 1981) è laureato in filosofia. Consulente per lo sviluppo di azioni e progetti culturali, filmmaker e autore teatrale, ha collaborato alla realizzazione dei documentari Vite al centro di Nicola Zambelli, Rada di Alessandro Abba Legnazzi e A Bitter Story di Francesca Bono. Cowboy Makedonski è il primo film di cui firma la regia.

Filmografia:
Cowboy Makedonski (doc., 2018).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Fabio Ferrero
sceneggiatura/screenplay
Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
fotografia/cinematography
Carlo Reviglio
montaggio/film editing
Francesca Bono, Tamara Kotevska
musica/music
L’amortex
suono/sound
Francesco Mina, Darko Boshkovski, Luca Testolin
interpreti/cast
Goran Stojanov, Antoaneta Gocheva
produttori/producers
Alessandro D’Alessandro, Antov Ognen, Fabio Ferrero
produzione/production
4 Rooms Film, Dream Factory Macedonia

**
contatti/contacts
4Rooms
Alessandro D’Alessandro
[email protected]

www.4roomsfilm.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«Mi interessava avvicinare una vita da avventuriero, da giocatore senza rete, uno di quei personaggi che aumentano sempre la posta, che non possono fermarsi e che sono condannati a perdere. Nelle nostre vite garantite a basso rischio ma a basso regime […], Goran rappresenta un’idea di libertà, compresa la libertà di perdere tutto quello che ha ottenuto. Ma in fondo nella natura umana, questa pulsione, questo folle ardimento, esiste da sempre e per questo ci affascina».