LA DISPARITION DES LUCIOLES

di Sébastien Pilote
THE FIREFLIES ARE GONE

Informazioni

Nazione: Canada

Anno: 2018

Durata: 96'

36° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

In una ex città industriale del Québec, la giovane e inquieta Léo incontra Steve, un chitarrista solitario e sbandato. Léo vive con la madre e il patrigno Paul, un conduttore radiofonico di idee populiste che tempo prima ha costretto ad andarsene dalla città il padre della ragazza, Sylvain, un ex leader sindacale al quale lei è molto affezionata. Estranea al suo stesso mondo, Léo troverà una nuova serenità grazie alla relazione con Steve, scandita dalle lezioni di chitarra e da un nuovo lavoro estivo, e forse la forza di andarsene.

Regia

Sébastien Pilote

Sébastien Pilote

Sébastien Pilote (Canada, 1973) si è laureato in arte e cinema all’Università del Québec a Chicoutimi e ha poi lavorato come programmatore al Festival Regard sur le court métrage di Saguenay. Ha quindi diretto quasi cento reportage televisivi a tema sociale, ottenendo quattro nomination ai Prix Gémeaux. Nel 2007 ha diretto il primo cortometraggio, Dust Bowl Ha! Ha!, che ha partecipato a numerosi festival internazionali vincendo, tra gli altri premi, quello dell’associazione dei critici di cinema del Québec, quello di miglior cortometraggio al Festival du nouveau cinéma di Montréal e il Grand Prix al Festival di cortometraggi di Barcellona. Il suo primo lungometraggio, Le vendeur (2011), è stato presentato in oltre sessanta festival, tra cui il Sundance, Salonicco e il Torino Film Festival, dove ha vinto il premio Fipresci. Con Le démantèlement (2014) ha partecipato alla Semaine de la critique di Cannes e vinto ancora il premio Fipresci al Torino Film Festival. La disparition des lucioles è il suo terzo lungometraggio.

Filmografia:
Dust Bowl Ha! Ha! (cm, 2007), Le vendeur (2011), Le démantèlement (2013), La disparition des lucioles (2018)

Cast and Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Sébastien Pilote
fotografia/cinematography
Michel La Veaux
montaggio/film editing
Stéphane Lafleur
scenografia/production design
Éric Barbeau
costumi/costume design
Sophie Lefebvre
musica/music
Philippe Brault
suono/sound
Gilles Corbeil, Olivier Calvert, Stéphane Bergeron
interpreti e personaggi/cast and characters
Karelle Tremblay (Léo), Pierre-Luc Brillant (Steve), François Papineau (Paul), Luc Picard  (Sylvain), Marie-France Marcotte (la madre di Léo/Léo’s mother)
produttori/producers
Bernadette Payeur, Marc Daigle
produzione/production
Corporation Acpav

**
contatti/contacts
Seville International
Ruby Rondina
[email protected]
www.filmsseville.com

Dichiarazione regista

«Volevo un film più accessibile dei precedenti, con la forma, o almeno le apparenze, di un’opera popolare. Cercavo uno stile semplice, diretto e non troppo poetico, in cui ogni inquadratura fosse il più essenziale possibile. Se il film fosse un romanzo o un racconto, avrebbe frasi brevi e piane; lo stile sarebbe disadorno, senza rinunciare alla metafora o all’allegoria. Forse sarebbe un graphic novel o una canzone… Fin dall’inizio mi dicevo che doveva ricordare una canzone pop: una piccola canzone con una melodia veloce, che fugge nel momento in cui appare, disturbante e mutevole».

Sinossi Approfondisci

In una ex città industriale del Québec, la giovane e inquieta Léo incontra Steve, un chitarrista solitario e sbandato. Léo vive con la madre e il patrigno Paul, un conduttore radiofonico di idee populiste che tempo prima ha costretto ad andarsene dalla città il padre della ragazza, Sylvain, un ex leader sindacale al quale lei è molto affezionata. Estranea al suo stesso mondo, Léo troverà una nuova serenità grazie alla relazione con Steve, scandita dalle lezioni di chitarra e da un nuovo lavoro estivo, e forse la forza di andarsene.

Regia Tutto sui registi del film

Sébastien Pilote

Sébastien Pilote

Sébastien Pilote (Canada, 1973) si è laureato in arte e cinema all’Università del Québec a Chicoutimi e ha poi lavorato come programmatore al Festival Regard sur le court métrage di Saguenay. Ha quindi diretto quasi cento reportage televisivi a tema sociale, ottenendo quattro nomination ai Prix Gémeaux. Nel 2007 ha diretto il primo cortometraggio, Dust Bowl Ha! Ha!, che ha partecipato a numerosi festival internazionali vincendo, tra gli altri premi, quello dell’associazione dei critici di cinema del Québec, quello di miglior cortometraggio al Festival du nouveau cinéma di Montréal e il Grand Prix al Festival di cortometraggi di Barcellona. Il suo primo lungometraggio, Le vendeur (2011), è stato presentato in oltre sessanta festival, tra cui il Sundance, Salonicco e il Torino Film Festival, dove ha vinto il premio Fipresci. Con Le démantèlement (2014) ha partecipato alla Semaine de la critique di Cannes e vinto ancora il premio Fipresci al Torino Film Festival. La disparition des lucioles è il suo terzo lungometraggio.

Filmografia:
Dust Bowl Ha! Ha! (cm, 2007), Le vendeur (2011), Le démantèlement (2013), La disparition des lucioles (2018)

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Sébastien Pilote
fotografia/cinematography
Michel La Veaux
montaggio/film editing
Stéphane Lafleur
scenografia/production design
Éric Barbeau
costumi/costume design
Sophie Lefebvre
musica/music
Philippe Brault
suono/sound
Gilles Corbeil, Olivier Calvert, Stéphane Bergeron
interpreti e personaggi/cast and characters
Karelle Tremblay (Léo), Pierre-Luc Brillant (Steve), François Papineau (Paul), Luc Picard  (Sylvain), Marie-France Marcotte (la madre di Léo/Léo’s mother)
produttori/producers
Bernadette Payeur, Marc Daigle
produzione/production
Corporation Acpav

**
contatti/contacts
Seville International
Ruby Rondina
[email protected]
www.filmsseville.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Volevo un film più accessibile dei precedenti, con la forma, o almeno le apparenze, di un’opera popolare. Cercavo uno stile semplice, diretto e non troppo poetico, in cui ogni inquadratura fosse il più essenziale possibile. Se il film fosse un romanzo o un racconto, avrebbe frasi brevi e piane; lo stile sarebbe disadorno, senza rinunciare alla metafora o all’allegoria. Forse sarebbe un graphic novel o una canzone… Fin dall’inizio mi dicevo che doveva ricordare una canzone pop: una piccola canzone con una melodia veloce, che fugge nel momento in cui appare, disturbante e mutevole».