CENTO ANNI

di Davide Ferrario
CENTO ANNI

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 2017

Durata: 89'

35° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Mario Brunello suona un’antica melodia sulle immagini di cimiteri e sacrari della Grande Guerra. Attori raccontano l’altra faccia di Caporetto. Una storia dall’Eco di uno sparo di Massimo Zamboni. La strage di piazza della Loggia. Cent’anni dopo quella militare, la Caporetto di oggi è demografica. Storie diverse, ma la domanda è una sola: a cosa servono i morti? [rm]

Regia

Davide Ferrario

Davide Ferrario

Davide Ferrario (Casalmaggiore, Cremona, 1956) è laureato in letteratura angloamericana. Nei primi anni Ottanta ha collaborato con periodici cinematografici e organizzato rassegne, eventi e festival di cinema. Autore di saggi sul cinema, di romanzi e di varie sceneggiature, ha diretto cortometraggi, documentari e lungometraggi di finzione. Fra questi ultimi vanno ricordati il suo esordio, La fine della notte (1989), Tutti giù per terra (1997), tratto dal romanzo di Giuseppe Culicchia, e Guardami, presentato alla Mostra di Venezia del 1999. Il suo romanzo Dissolvenza in nero, con protagonista Orson Welles, è stato tradotto in diverse lingue e portato sullo schermo nel 2006 da Oliver Parker (Fade to Black). Nel 2015 ha presentato al Festival il documentario Sexxx.

Filmografia:
La fine della notte (1989), Anime fiammeggianti (1994), Materiale resistente (coregia/codirector Guido Chiesa, doc., 1995), Confidential Report - A proposito di Orson Welles (tv, 1996), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Guardami (1999), La rabbia (doc., 2000), Fine amore: mai (doc., 2001), Dopo mezzanotte (2003), La strada di Levi (doc., 2006), Tutta colpa di Giuda (2009), Piazza Garibaldi (doc., 2012), La zuppa del demonio (doc., 2014), Sexxx (doc., 2015), Cento anni (doc., 2017).

Cast and Credits

regia/director
Davide Ferrario
soggetto/story
Giorgio Mastrorocco
sceneggiatura/screenplay
Davide Ferrario, Giorgio Mastrorocco
fotografia/cinematography
Andrea Zambelli, Andrea Zanoli
montaggio/film editing
Cristina Sardo
musica/music
Fabio Barovero, Massimo Zamboni
suono/sound
Vito Martinelli, Francesco Morosini
interpreti/cast
Mario Brunello, Diana Hobel, Fulvio Falzarano, Laura Bussani, Marco Paolini, Gabriele Benedetti, Franco Arminio, Fabio Nigro
produttori/producers
Davide Ferrario, Francesca Bocca
produzione/production
Rossofuoco, RAI Cinema


**
contatti/contacts
Lab80 Film
distribuzione@lab80.it

Dichiarazione regista

«Cent’anni fa, Caporetto. Nasce il paradigma tutto italiano della catastrofe che porta al riscatto. Quante ne abbiamo viste, da allora, in tutti i campi. […] Come popolo, abbiamo bisogno della sconfitta: La tragedia necessaria ha chiamato Mario Isnenghi un suo libro di studi storici. Ecco allora quattro Caporetto della nostra storia: quella originale; il fascismo e la guerra civile che ne consegue; la strage di piazza della Loggia; e la Caporetto contemporanea, quella demografica. Ciascuna narrata con uno stile diverso, perché il “documentario” deve essere anche una riflessione sul cinema e sui modi della messa in scena. Dopo Piazza Garibaldi e La zuppa del demonio, l’ultima puntata della mia trilogia sulla storia italiana».

Sinossi Approfondisci

Mario Brunello suona un’antica melodia sulle immagini di cimiteri e sacrari della Grande Guerra. Attori raccontano l’altra faccia di Caporetto. Una storia dall’Eco di uno sparo di Massimo Zamboni. La strage di piazza della Loggia. Cent’anni dopo quella militare, la Caporetto di oggi è demografica. Storie diverse, ma la domanda è una sola: a cosa servono i morti? [rm]

Regia Tutto sui registi del film

Davide Ferrario

Davide Ferrario

Davide Ferrario (Casalmaggiore, Cremona, 1956) è laureato in letteratura angloamericana. Nei primi anni Ottanta ha collaborato con periodici cinematografici e organizzato rassegne, eventi e festival di cinema. Autore di saggi sul cinema, di romanzi e di varie sceneggiature, ha diretto cortometraggi, documentari e lungometraggi di finzione. Fra questi ultimi vanno ricordati il suo esordio, La fine della notte (1989), Tutti giù per terra (1997), tratto dal romanzo di Giuseppe Culicchia, e Guardami, presentato alla Mostra di Venezia del 1999. Il suo romanzo Dissolvenza in nero, con protagonista Orson Welles, è stato tradotto in diverse lingue e portato sullo schermo nel 2006 da Oliver Parker (Fade to Black). Nel 2015 ha presentato al Festival il documentario Sexxx.

Filmografia:
La fine della notte (1989), Anime fiammeggianti (1994), Materiale resistente (coregia/codirector Guido Chiesa, doc., 1995), Confidential Report - A proposito di Orson Welles (tv, 1996), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Guardami (1999), La rabbia (doc., 2000), Fine amore: mai (doc., 2001), Dopo mezzanotte (2003), La strada di Levi (doc., 2006), Tutta colpa di Giuda (2009), Piazza Garibaldi (doc., 2012), La zuppa del demonio (doc., 2014), Sexxx (doc., 2015), Cento anni (doc., 2017).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Davide Ferrario
soggetto/story
Giorgio Mastrorocco
sceneggiatura/screenplay
Davide Ferrario, Giorgio Mastrorocco
fotografia/cinematography
Andrea Zambelli, Andrea Zanoli
montaggio/film editing
Cristina Sardo
musica/music
Fabio Barovero, Massimo Zamboni
suono/sound
Vito Martinelli, Francesco Morosini
interpreti/cast
Mario Brunello, Diana Hobel, Fulvio Falzarano, Laura Bussani, Marco Paolini, Gabriele Benedetti, Franco Arminio, Fabio Nigro
produttori/producers
Davide Ferrario, Francesca Bocca
produzione/production
Rossofuoco, RAI Cinema


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contatti/contacts
Lab80 Film
distribuzione@lab80.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«Cent’anni fa, Caporetto. Nasce il paradigma tutto italiano della catastrofe che porta al riscatto. Quante ne abbiamo viste, da allora, in tutti i campi. […] Come popolo, abbiamo bisogno della sconfitta: La tragedia necessaria ha chiamato Mario Isnenghi un suo libro di studi storici. Ecco allora quattro Caporetto della nostra storia: quella originale; il fascismo e la guerra civile che ne consegue; la strage di piazza della Loggia; e la Caporetto contemporanea, quella demografica. Ciascuna narrata con uno stile diverso, perché il “documentario” deve essere anche una riflessione sul cinema e sui modi della messa in scena. Dopo Piazza Garibaldi e La zuppa del demonio, l’ultima puntata della mia trilogia sulla storia italiana».