EN ATTENDANT LES BARBARES

di Eugène Green
WAITING FOR THE BARBARIANS - ASPETTANDO I BARBARI

Informazioni

Nazione: Francia

Anno: 2017

Durata: 76'

35° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Nella notte, sei persone bussano alla porta di una casa in cui vivono un mago e una maga; sono in cerca di protezione perché i social network annunciano l’arrivo imminente dei barbari. La coppia accetta di accogliere tutti, a patto che ciascuno abbandoni il dispositivo digitale all’ingresso. Durante una notte iniziatica, i sei fuggiaschi imparano a riadattare il loro presente e a vivere il loro destino. [rm] 


Film realizzato all’interno del workshop «En attendant les barbares», ideato e realizzato dai Chantiers Nomades, diretto da Eugène Green, e tenutosi dal 24 aprile al 9 maggio 2017 presso il Pavillon Mazar di Tolosa.

Regia

Eugene Green

Eugene Green

Eugène Green (New York, Usa, 1947) si è trasferito nel 1969 a Parigi, dove nel 1977 ha fondato il Théâtre de la Sapience, con cui ha messo in scena diverse pièce barocche e moderne. Ha esordito come regista con Toutes les nuits, Prix Delluc per la miglior opera prima nel 2001. Ha quindi diretto Le nom du feu, presentato a Locarno nel 2002 e distribuito in coppia con Le monde vivant, che ha partecipato nello stesso anno alla Quinzaine des réalisateurs. Con Correspondances si è aggiudicato nel 2007, insieme a Harun Farocki e Pedro Costa, il premio speciale della giuria a Locarno, dove è tornato in concorso nel 2009 con A Religiosa Portuguesa e nel 2014 con La sapienza. Nel 2011 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva e negli anni a seguire ha ospitato tutti i suoi film. 

Filmografia:
Toutes les nuits (2001), Le nom du feu (cm, 2002), Le monde vivant (2003), Le pont des arts (2004), Les signes (mm, 2006), Digital Sam in Sam Saek 2007: Memories (ep. Corrispondences, mm, 2007), A Religiosa Portuguesa (2009), La sapienza (2014), Faire la parole (doc., 2015), Le fils de Joseph (2016), En attendant les barbares (2017).

Cast and Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Eugène Green
fotografia/cinematography
Raphaël O’Byrne
montaggio/film editing
Laurence Larre
suono/sound
Tristan Pontécaille
interpreti e personaggi/cast and characters
Fitzgerald Berthon (il mago/magician), Hélène Gratet (la maga/sorceress), Arnaud Vrech (il poeta/poet), Chloé Chevalier (la radical chic/bobo), Ugo Broussot (il radical chic/bobo), Anne-Sophie Bailly (la pittrice/painter), Frédéric Schulz Richard (l’anti radical chic/anti-bobo), Clément Durand (il barbone/homeless), Roman Kané (Jaufré), Marine Chesnais (Brunissen de Montbrun), François Lebas (Taulat de Rougemont), Clément Durand (Mélian de Montmélior)
produzione/production
Nomades Tecknics

**
contatti/contacts
Les Chantiers Nomades
Cécile Suzzarini
compta@chantiersnomades.com

Dichiarazione regista

«Questo film è nato come laboratorio cinematografico rivolto agli attori. Tuttavia, nel rispetto dei vincoli specifici di tale scopo, ho cercato di realizzare un lavoro basato sugli stessi principi degli altri miei film e di esprimere un punto di vista sullo stato del mondo e su come potremmo ripristinare il significato alla vita».

Sinossi Approfondisci

Nella notte, sei persone bussano alla porta di una casa in cui vivono un mago e una maga; sono in cerca di protezione perché i social network annunciano l’arrivo imminente dei barbari. La coppia accetta di accogliere tutti, a patto che ciascuno abbandoni il dispositivo digitale all’ingresso. Durante una notte iniziatica, i sei fuggiaschi imparano a riadattare il loro presente e a vivere il loro destino. [rm] 


Film realizzato all’interno del workshop «En attendant les barbares», ideato e realizzato dai Chantiers Nomades, diretto da Eugène Green, e tenutosi dal 24 aprile al 9 maggio 2017 presso il Pavillon Mazar di Tolosa.

Regia Tutto sui registi del film

Eugene Green

Eugene Green

Eugène Green (New York, Usa, 1947) si è trasferito nel 1969 a Parigi, dove nel 1977 ha fondato il Théâtre de la Sapience, con cui ha messo in scena diverse pièce barocche e moderne. Ha esordito come regista con Toutes les nuits, Prix Delluc per la miglior opera prima nel 2001. Ha quindi diretto Le nom du feu, presentato a Locarno nel 2002 e distribuito in coppia con Le monde vivant, che ha partecipato nello stesso anno alla Quinzaine des réalisateurs. Con Correspondances si è aggiudicato nel 2007, insieme a Harun Farocki e Pedro Costa, il premio speciale della giuria a Locarno, dove è tornato in concorso nel 2009 con A Religiosa Portuguesa e nel 2014 con La sapienza. Nel 2011 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva e negli anni a seguire ha ospitato tutti i suoi film. 

Filmografia:
Toutes les nuits (2001), Le nom du feu (cm, 2002), Le monde vivant (2003), Le pont des arts (2004), Les signes (mm, 2006), Digital Sam in Sam Saek 2007: Memories (ep. Corrispondences, mm, 2007), A Religiosa Portuguesa (2009), La sapienza (2014), Faire la parole (doc., 2015), Le fils de Joseph (2016), En attendant les barbares (2017).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Eugène Green
fotografia/cinematography
Raphaël O’Byrne
montaggio/film editing
Laurence Larre
suono/sound
Tristan Pontécaille
interpreti e personaggi/cast and characters
Fitzgerald Berthon (il mago/magician), Hélène Gratet (la maga/sorceress), Arnaud Vrech (il poeta/poet), Chloé Chevalier (la radical chic/bobo), Ugo Broussot (il radical chic/bobo), Anne-Sophie Bailly (la pittrice/painter), Frédéric Schulz Richard (l’anti radical chic/anti-bobo), Clément Durand (il barbone/homeless), Roman Kané (Jaufré), Marine Chesnais (Brunissen de Montbrun), François Lebas (Taulat de Rougemont), Clément Durand (Mélian de Montmélior)
produzione/production
Nomades Tecknics

**
contatti/contacts
Les Chantiers Nomades
Cécile Suzzarini
compta@chantiersnomades.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Questo film è nato come laboratorio cinematografico rivolto agli attori. Tuttavia, nel rispetto dei vincoli specifici di tale scopo, ho cercato di realizzare un lavoro basato sugli stessi principi degli altri miei film e di esprimere un punto di vista sullo stato del mondo e su come potremmo ripristinare il significato alla vita».