LET THE SUMMER NEVER COME AGAIN

di Alexandre Koberidze
LET THE SUMMER NEVER COME AGAIN

Informazioni

Nazione: Germania, Georgia

Anno: 2017

Durata: 202'

35° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Un ragazzo arriva in città da un villaggio per le audizioni di una compagnia di danza. Partecipa per denaro a combattimenti di strada illegali e si prostituisce. S’innamora di un uomo. Inizia a ballare in una compagnia. L’uomo che ama va in guerra; il giovane torna al suo villaggio. [cg]

Regia

Alexandre Koberidze

Alexandre Koberidze

Alexandre Koberidze (Tbilisi, Georgia, 1984) ha studiato produzione cinematografica all’Università di cinema e teatro della sua città dal 2001 al 2005. Dal 2009 studia regia all’Accademia tedesca di cinema e televisione di Berlino (Dffb).

Filmografia:
It Must Have Been Love But It’s Over Now (cm, 2012), Germany in War (mm, 2013),
Looking Back Is Grace (cm, 2013), Colophon (cm, 2015), Let the Summer Never Come Again (2017).

Cast and Credits

regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio/director, screenplay, cinematography, film editing
Alexandre Koberidze
interpreti/cast
Mate Kevlishvili, Giorgi Bochorishvili
produttori/producers
Alexandre Koberidze, Nutsa Tsikaridze, Keti Kipiani

**
contatti/contacts
DFFB - German Film and Television Academy Berlin
Josephine Settmacher
j.settmacher@dffb.de
www.dffb.de

Dichiarazione regista

«La guerra fa sempre parte di ciò che faccio, anche quando non lo pianifico e nemmeno lo voglio. Si riflette su tutto. Saperlo mi dà la possibilità di inserirla sempre come soggetto periferico della storia, lasciandola scomparire completamente a livello visivo. Nel film la parola guerra è nominata tre volte; uno dei personaggi principali è un ufficiale militare, ma non lo vediamo mai in uniforme. È una storia d’amore tra due uomini che finisce a causa della guerra. Così come per la guerra come soggetto, non credo neanche alla possibilità che l’amore possa essere visualizzato o avere una ripercussione emotiva; è per questo che l’amore, pur essendo un elemento essenziale dal punto di vista drammaturgico, si manifesta solo nelle periferie visive del film».

Sinossi Approfondisci

Un ragazzo arriva in città da un villaggio per le audizioni di una compagnia di danza. Partecipa per denaro a combattimenti di strada illegali e si prostituisce. S’innamora di un uomo. Inizia a ballare in una compagnia. L’uomo che ama va in guerra; il giovane torna al suo villaggio. [cg]

Regia Tutto sui registi del film

Alexandre Koberidze

Alexandre Koberidze

Alexandre Koberidze (Tbilisi, Georgia, 1984) ha studiato produzione cinematografica all’Università di cinema e teatro della sua città dal 2001 al 2005. Dal 2009 studia regia all’Accademia tedesca di cinema e televisione di Berlino (Dffb).

Filmografia:
It Must Have Been Love But It’s Over Now (cm, 2012), Germany in War (mm, 2013),
Looking Back Is Grace (cm, 2013), Colophon (cm, 2015), Let the Summer Never Come Again (2017).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio/director, screenplay, cinematography, film editing
Alexandre Koberidze
interpreti/cast
Mate Kevlishvili, Giorgi Bochorishvili
produttori/producers
Alexandre Koberidze, Nutsa Tsikaridze, Keti Kipiani

**
contatti/contacts
DFFB - German Film and Television Academy Berlin
Josephine Settmacher
j.settmacher@dffb.de
www.dffb.de

Dichiarazione regista Approfondisci

«La guerra fa sempre parte di ciò che faccio, anche quando non lo pianifico e nemmeno lo voglio. Si riflette su tutto. Saperlo mi dà la possibilità di inserirla sempre come soggetto periferico della storia, lasciandola scomparire completamente a livello visivo. Nel film la parola guerra è nominata tre volte; uno dei personaggi principali è un ufficiale militare, ma non lo vediamo mai in uniforme. È una storia d’amore tra due uomini che finisce a causa della guerra. Così come per la guerra come soggetto, non credo neanche alla possibilità che l’amore possa essere visualizzato o avere una ripercussione emotiva; è per questo che l’amore, pur essendo un elemento essenziale dal punto di vista drammaturgico, si manifesta solo nelle periferie visive del film».