JUBILEE

di Derek Jarman
JUBILEE

Informazioni

Nazione: UK

Anno: 1978

Durata: 106'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Nel 1578 la regina Elisabetta I chiede all’astrologo di corte John Dee di mostrarle il futuro della sua nazione. Con l’aiuto dell’angelo Ariel i due compiono un viaggio temporale di quattrocento anni. Ad attenderli il caos e l’anarchia: a Buckingham Palace si è insediato il magnate delle comunicazioni Borgia Ginz, l’abbazia di Westminster è diventata una discoteca, Londra è in mano a bande di teppisti. Come quella di Bod, a capo di una gang di freak e deviati. [cg]

Regia

Derek Jarman

Derek  Jarman

Derek Jarman (Londra, Regno Unito, 1942 - Londra, Regno Unito, 1994) rappresenta una delle figure chiave della cultura GLBT del Novecento, sia da un punto vista artistico che militante. Dopo gli esordi come scenografo per Ken Russell sul set di I diavoli (1971), ha lavorato come regista di videoclip musicali, collaborando con band quali The Smiths, Throbbing Gristle e Pet Shop Boys. Parallelamente si è dedicato alla regia cinematografica dirigendo film acclamati e innovativi, quali Sebastiane (1976), Jubilee (1977), The Tempest (1979), Caravaggio (1986), The Last of England (1987), War Requiem (1989), The Garden (1990), Edoardo II (1991), Wittgenstein (1993) e Blue (1993), suo film-testamento.

Filmografia:
Sebastiane (1976), Jubilee (1977), The Tempest (1979), In the Shadow of the Sun (1981), Jordan’s Wedding (cm, 1981), Pontormo and Punks at Santa Croce (cm, doc., 1982), The Dream Machine (cm, doc., 1983), Waiting for Waiting for Godot (cm, doc., 1983), B2 Tape (cm, doc., 1983), Imagining October (cm, 1984), The Angelic Conversation (1985), Caravaggio (1986), Pirate Tape (cm, 1986) The Queen Is Dead (videoclip, cm, 1987), Aria (coregia/codirectors aa.vv., ep. Depuis le jour, cm, 1987), The Last of England (1987), L’ispirazione (cm, 1988), War Requiem (1989), The Garden (1990), Edward II (Edoardo II, 1991), Wittgenstein (id., 1993) e Blue (id., 1993).

Cast and Credits

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Derek Jarman
fotografia/cinematography
Peter Middleton
montaggio/film editing
Nick Barnard
scenografia/production design
Mordecai Schreiber
costumi/costume design
Dave Henderson, Christopher Hobbs
musica/music
Brian Eno
suono/sound
John Hayes
interpreti e personaggi/cast and characters
Jenny Runacrem (la regina Elisabetta I/queen Elizabeth I-Bod), Nell Campbell (Crabs), Toyah Willcox (Mad), Jordan (Amyl Nitrite), Hermine Demoriane (Chaos), Ian Charleson (Angel), Karl Johnson (Sphinx), Richard O’Brien (John Dee), David Brandon (Ariel)
coproduttori/coproducers
Howard Malin, James Whaley
coproduzione/coproduction
Whaley- Malin Productions, Megalovision

Dichiarazione regista

«Non c’è niente in The Last of England o in Jubilee che non possiate vedere intorno a voi. […] Per troppo tempo, negli anni Cinquanta e Sessanta, i laburisti si sono abbandonati al pragmatismo a breve scadenza; tutto quello a cui erano veramente interessati era rimanere al potere. Non c’è stata pianificazione sociale, non c’è stata convinzione, nessuna idea di direzione complessiva e certamente nessun interesse per la politica culturale. Così, i problemi che ci troviamo ad affrontare in questo momento nascono dai fallimenti della sinistra, esattamente come dai successi della destra».

Sinossi Approfondisci

Nel 1578 la regina Elisabetta I chiede all’astrologo di corte John Dee di mostrarle il futuro della sua nazione. Con l’aiuto dell’angelo Ariel i due compiono un viaggio temporale di quattrocento anni. Ad attenderli il caos e l’anarchia: a Buckingham Palace si è insediato il magnate delle comunicazioni Borgia Ginz, l’abbazia di Westminster è diventata una discoteca, Londra è in mano a bande di teppisti. Come quella di Bod, a capo di una gang di freak e deviati. [cg]

Regia Tutto sui registi del film

Derek Jarman

Derek  Jarman

Derek Jarman (Londra, Regno Unito, 1942 - Londra, Regno Unito, 1994) rappresenta una delle figure chiave della cultura GLBT del Novecento, sia da un punto vista artistico che militante. Dopo gli esordi come scenografo per Ken Russell sul set di I diavoli (1971), ha lavorato come regista di videoclip musicali, collaborando con band quali The Smiths, Throbbing Gristle e Pet Shop Boys. Parallelamente si è dedicato alla regia cinematografica dirigendo film acclamati e innovativi, quali Sebastiane (1976), Jubilee (1977), The Tempest (1979), Caravaggio (1986), The Last of England (1987), War Requiem (1989), The Garden (1990), Edoardo II (1991), Wittgenstein (1993) e Blue (1993), suo film-testamento.

Filmografia:
Sebastiane (1976), Jubilee (1977), The Tempest (1979), In the Shadow of the Sun (1981), Jordan’s Wedding (cm, 1981), Pontormo and Punks at Santa Croce (cm, doc., 1982), The Dream Machine (cm, doc., 1983), Waiting for Waiting for Godot (cm, doc., 1983), B2 Tape (cm, doc., 1983), Imagining October (cm, 1984), The Angelic Conversation (1985), Caravaggio (1986), Pirate Tape (cm, 1986) The Queen Is Dead (videoclip, cm, 1987), Aria (coregia/codirectors aa.vv., ep. Depuis le jour, cm, 1987), The Last of England (1987), L’ispirazione (cm, 1988), War Requiem (1989), The Garden (1990), Edward II (Edoardo II, 1991), Wittgenstein (id., 1993) e Blue (id., 1993).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Derek Jarman
fotografia/cinematography
Peter Middleton
montaggio/film editing
Nick Barnard
scenografia/production design
Mordecai Schreiber
costumi/costume design
Dave Henderson, Christopher Hobbs
musica/music
Brian Eno
suono/sound
John Hayes
interpreti e personaggi/cast and characters
Jenny Runacrem (la regina Elisabetta I/queen Elizabeth I-Bod), Nell Campbell (Crabs), Toyah Willcox (Mad), Jordan (Amyl Nitrite), Hermine Demoriane (Chaos), Ian Charleson (Angel), Karl Johnson (Sphinx), Richard O’Brien (John Dee), David Brandon (Ariel)
coproduttori/coproducers
Howard Malin, James Whaley
coproduzione/coproduction
Whaley- Malin Productions, Megalovision

Dichiarazione regista Approfondisci

«Non c’è niente in The Last of England o in Jubilee che non possiate vedere intorno a voi. […] Per troppo tempo, negli anni Cinquanta e Sessanta, i laburisti si sono abbandonati al pragmatismo a breve scadenza; tutto quello a cui erano veramente interessati era rimanere al potere. Non c’è stata pianificazione sociale, non c’è stata convinzione, nessuna idea di direzione complessiva e certamente nessun interesse per la politica culturale. Così, i problemi che ci troviamo ad affrontare in questo momento nascono dai fallimenti della sinistra, esattamente come dai successi della destra».