La maschera del demonio

di Mario Bava
Black Sunday - La maschera del demonio

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 1960

Durata: 87'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Russia, 1830. Diretti a Mosca per prendere parte a un congresso scientifico, il dottor Kruvajan e il dottor Gorobec rinvengono in una cappella sconsacrata il sarcofago di una strega giustiziata un secolo prima. In seguito a un incidente, una goccia del sangue di Kruvajan cade sul cadavere mummificato, facendo risorgere la strega. Quest’ultima, avida di vendetta, si dirige verso un castello dove, insieme al padre e al fratello, vive Katia, una sua pronipote. [cg]


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia

Mario Bava

Mario Bava

Mario Bava, nato a San Remo nel 1914, è morto a Roma nel 1980. Il padre, un operatore ai tempi del cinema muto, gli ha trasmesso la passione per il cinema, oltre all'amore per la pittura e all'interesse per tutto ciò che riguarda l'immagine. Fino al 1960 è stato direttore della fotografia (si è limitato a dirigere solo qualche cortometraggio negli anni '40), poi ha debuttato nella regia con La maschera del demonio, ancor'oggi considerato il suo capolavoro. In seguito è passato al cinema a colori, dando inizio ad una lunga serie di horror gotici largamente trascurati dalla critica italiana. Il suo cinema, ampiamente noto anche all'estero, è stato fatto oggetto di un'importante rivalutazione nel corso degli ultimi trent'anni.

Filmografia:
La maschera del demonio (1960), I tre volti della paura (1963), La frusta e il corpo (1963), Sei donne per l'assassino (1964), Terrore nello spazio (1965), Diabolik (1968), Il rosso segno della follia (1969), Reazione a catena (1971), Gli orrori del castello di Norimberga (1972), La casa dell'esorcismo (1974), Schock (1977), La venere d'Ille (1978).

Cast and Credits

regia, fotografia/director, cinematography
Mario Bava
soggetto/story
dal racconto Il Vij di/from the short story Viy by Nikolaj Gogol
sceneggiatura/screenplay
Mario Bava, Marcello Coscia, Ennio De Concini, Mario Serandrei
scenografia/production design
Giorgio Giovannini
montaggio/film editing
Mario Serandrei
musica/musica
Roberto Nicolosi
interpreti e personaggi/cast and characters
Barbara Steele (Katia Vajda), John Richardson (Dr André Gorobec), Andrea Checchi (Dr Thomas Kruvajan), Ivo Garrani (principe Vajda), Arturo Dominici (Javutich), Tino Bianchi (Ivan)
produttore/producer
Massimo De Rita
produzione/production
Galatea,Jolly Film

Dichiarazione regista

«Avevo letto Il Vij di Gogol, che è una storia stupenda e un film ancora da farsi. A Silvi Marina, lo lessi ai miei figli, che all’epoca erano ancora piccoli: dalla paura i due poveretti, dormirono con noi nel lettone. Siccome in quel periodo era uscito Dracula pensai di fare un film del terrore. Avevo Il Vij, era il mio primo film da regista e si trattava di un passo molto serio, perché se fallivo avevo chiuso come regista e come operatore. Venne fuori La maschera del demonio: del Vij era rimasto solo il nome del protagonista, ed era tutta un’altra storia. Il film fece cinque miliardi d’incasso in America, e da lì in poi ho fatto il regista».

Sinossi Approfondisci

Russia, 1830. Diretti a Mosca per prendere parte a un congresso scientifico, il dottor Kruvajan e il dottor Gorobec rinvengono in una cappella sconsacrata il sarcofago di una strega giustiziata un secolo prima. In seguito a un incidente, una goccia del sangue di Kruvajan cade sul cadavere mummificato, facendo risorgere la strega. Quest’ultima, avida di vendetta, si dirige verso un castello dove, insieme al padre e al fratello, vive Katia, una sua pronipote. [cg]


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia Tutto sui registi del film

Mario Bava

Mario Bava

Mario Bava, nato a San Remo nel 1914, è morto a Roma nel 1980. Il padre, un operatore ai tempi del cinema muto, gli ha trasmesso la passione per il cinema, oltre all'amore per la pittura e all'interesse per tutto ciò che riguarda l'immagine. Fino al 1960 è stato direttore della fotografia (si è limitato a dirigere solo qualche cortometraggio negli anni '40), poi ha debuttato nella regia con La maschera del demonio, ancor'oggi considerato il suo capolavoro. In seguito è passato al cinema a colori, dando inizio ad una lunga serie di horror gotici largamente trascurati dalla critica italiana. Il suo cinema, ampiamente noto anche all'estero, è stato fatto oggetto di un'importante rivalutazione nel corso degli ultimi trent'anni.

Filmografia:
La maschera del demonio (1960), I tre volti della paura (1963), La frusta e il corpo (1963), Sei donne per l'assassino (1964), Terrore nello spazio (1965), Diabolik (1968), Il rosso segno della follia (1969), Reazione a catena (1971), Gli orrori del castello di Norimberga (1972), La casa dell'esorcismo (1974), Schock (1977), La venere d'Ille (1978).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, fotografia/director, cinematography
Mario Bava
soggetto/story
dal racconto Il Vij di/from the short story Viy by Nikolaj Gogol
sceneggiatura/screenplay
Mario Bava, Marcello Coscia, Ennio De Concini, Mario Serandrei
scenografia/production design
Giorgio Giovannini
montaggio/film editing
Mario Serandrei
musica/musica
Roberto Nicolosi
interpreti e personaggi/cast and characters
Barbara Steele (Katia Vajda), John Richardson (Dr André Gorobec), Andrea Checchi (Dr Thomas Kruvajan), Ivo Garrani (principe Vajda), Arturo Dominici (Javutich), Tino Bianchi (Ivan)
produttore/producer
Massimo De Rita
produzione/production
Galatea,Jolly Film

Dichiarazione regista Approfondisci

«Avevo letto Il Vij di Gogol, che è una storia stupenda e un film ancora da farsi. A Silvi Marina, lo lessi ai miei figli, che all’epoca erano ancora piccoli: dalla paura i due poveretti, dormirono con noi nel lettone. Siccome in quel periodo era uscito Dracula pensai di fare un film del terrore. Avevo Il Vij, era il mio primo film da regista e si trattava di un passo molto serio, perché se fallivo avevo chiuso come regista e come operatore. Venne fuori La maschera del demonio: del Vij era rimasto solo il nome del protagonista, ed era tutta un’altra storia. Il film fece cinque miliardi d’incasso in America, e da lì in poi ho fatto il regista».