GIOVANNA

di Gillo Pontecorvo
GIOVANNA - GIOVANNA

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 1955

Durata: 36'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Nei primi anni Cinquanta in uno stabilimento tessile di Prato le operaie protestano contro la decisione della dirigenza mettere in atto dei licenziamenti. Ai ferri corti con la proprietà, che cerca di sabotarle in ogni modo, occupano la fabbrica, forti del supporto delle famiglie. Nel tentativo di rompere la loro resistenza, il proprietario prima chiude la strada che porta alla fabbrica, poi taglia la corrente elettrica, senza però ottenere i risultati sperati. A capo dell’agguerrito contingente c’è Giovanna, che a differenza delle compagne, però, deve anche scontrarsi con la disapprovazione del marito, fortemente contrario al suo coinvolgimento nell’occupazione.

Regia

Gillo Pontecorvo

Gillo Pontecorvo

Gillo Pontecorvo (Pisa, 1919 - Roma 2006) esordisce nei primi anni Cinquanta con alcuni documentari e nel 1957 debutta nel lungometraggio con La grande strada azzurra. Nel 1959 vince il premio per il miglior documentario al Festival di Karlovy Vary con Pane e zolfo. Gli fanno seguito Kapò (1961), candidato agli Oscar come miglior film straniero, La battaglia di Algeri (1966), il suo titolo più noto, con cui ottiene il Leone d’oro e il premio Fipresci a Venezia, oltre a tre nomination agli Oscar, Queimada (1969), premiato per la regia ai David di Donatello, così come il successivo Ogro (1979). Nel 1992 diviene curatore alla Mostra del cinema di Venezia, per subentrare alla direzione nel 1996, mantenendola fino all’anno successivo. Nel frattempo nel 1995 partecipa al Torino Film Festival con il cortometraggio corale Roma dodici novembre 1994, che ottiene la menzione speciale.

Filmografia:
Missione Timiriazev (doc., 1953), Giovanna (cm, 1955), La grande strada azzurra (1957), Gli uomini del lago (cm, doc., 1959), Pane e zolfo (doc., 1959), Kapò (1960), La battaglia di Algeri (1966), Queimada (1969), Ogro (1979), L’addio a Enrico Berlinguer (doc., 1984), 12 registi per 12 città (coregia/codirectors aa.vv., 1989), Roma dodici novembre 1994 (coregia/codirectors aa.vv., cm, doc., 1995), Un altro mondo è possibile (coregia/codirectors aa.vv., doc., 2001), Firenze, il nostro domani (coregia/codirectors aa.vv., doc., 2003).

Cast and Credits

regia/director
Gillo Pontecorvo
soggetto, sceneggiatura/story, screenplay
Gillo Pontecorvo, Franco Solinas
fotografia/cinematography
Erico Menczer
montaggio/film editing
Enzo Alfonzi
costumi/costume design
Elena Mannini
musica/music
Mario Zanfred
interpreti/cast
Armida Gianassi, Carla Pozzi
produttore/producer
Giuliana G. De Negri
produzione/production
Tirrenica Film


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista

«Avremmo potuto rappresentare una donna nella Resistenza, o nei suoi rapporti quotidiani casalinghi, ma ci sembrava utile raccontare la storia di una donna che deve vincere anche le resistenze degli ambienti che erano o che avrebbero dovuto essere più vicini a favorire il suo allacciarsi alla scena politica e sociale. E così abbiamo pensato alla storia di Giovanna, operaia tessile moglie di un metalmeccanico, comunista per di più, che malgrado l’opposizione del marito e contro questa opposizione partecipa attivamente ad un’occupazione di fabbrica».

Sinossi Approfondisci

Nei primi anni Cinquanta in uno stabilimento tessile di Prato le operaie protestano contro la decisione della dirigenza mettere in atto dei licenziamenti. Ai ferri corti con la proprietà, che cerca di sabotarle in ogni modo, occupano la fabbrica, forti del supporto delle famiglie. Nel tentativo di rompere la loro resistenza, il proprietario prima chiude la strada che porta alla fabbrica, poi taglia la corrente elettrica, senza però ottenere i risultati sperati. A capo dell’agguerrito contingente c’è Giovanna, che a differenza delle compagne, però, deve anche scontrarsi con la disapprovazione del marito, fortemente contrario al suo coinvolgimento nell’occupazione.

Regia Tutto sui registi del film

Gillo Pontecorvo

Gillo Pontecorvo

Gillo Pontecorvo (Pisa, 1919 - Roma 2006) esordisce nei primi anni Cinquanta con alcuni documentari e nel 1957 debutta nel lungometraggio con La grande strada azzurra. Nel 1959 vince il premio per il miglior documentario al Festival di Karlovy Vary con Pane e zolfo. Gli fanno seguito Kapò (1961), candidato agli Oscar come miglior film straniero, La battaglia di Algeri (1966), il suo titolo più noto, con cui ottiene il Leone d’oro e il premio Fipresci a Venezia, oltre a tre nomination agli Oscar, Queimada (1969), premiato per la regia ai David di Donatello, così come il successivo Ogro (1979). Nel 1992 diviene curatore alla Mostra del cinema di Venezia, per subentrare alla direzione nel 1996, mantenendola fino all’anno successivo. Nel frattempo nel 1995 partecipa al Torino Film Festival con il cortometraggio corale Roma dodici novembre 1994, che ottiene la menzione speciale.

Filmografia:
Missione Timiriazev (doc., 1953), Giovanna (cm, 1955), La grande strada azzurra (1957), Gli uomini del lago (cm, doc., 1959), Pane e zolfo (doc., 1959), Kapò (1960), La battaglia di Algeri (1966), Queimada (1969), Ogro (1979), L’addio a Enrico Berlinguer (doc., 1984), 12 registi per 12 città (coregia/codirectors aa.vv., 1989), Roma dodici novembre 1994 (coregia/codirectors aa.vv., cm, doc., 1995), Un altro mondo è possibile (coregia/codirectors aa.vv., doc., 2001), Firenze, il nostro domani (coregia/codirectors aa.vv., doc., 2003).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Gillo Pontecorvo
soggetto, sceneggiatura/story, screenplay
Gillo Pontecorvo, Franco Solinas
fotografia/cinematography
Erico Menczer
montaggio/film editing
Enzo Alfonzi
costumi/costume design
Elena Mannini
musica/music
Mario Zanfred
interpreti/cast
Armida Gianassi, Carla Pozzi
produttore/producer
Giuliana G. De Negri
produzione/production
Tirrenica Film


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«Avremmo potuto rappresentare una donna nella Resistenza, o nei suoi rapporti quotidiani casalinghi, ma ci sembrava utile raccontare la storia di una donna che deve vincere anche le resistenze degli ambienti che erano o che avrebbero dovuto essere più vicini a favorire il suo allacciarsi alla scena politica e sociale. E così abbiamo pensato alla storia di Giovanna, operaia tessile moglie di un metalmeccanico, comunista per di più, che malgrado l’opposizione del marito e contro questa opposizione partecipa attivamente ad un’occupazione di fabbrica».