IN PUNTO DI MORTE

di Mario Garriba
IN PUNTO DI MORTE - IN PUNTO DI MORTE

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 1971

Durata: 57'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

A Orvieto, un giovane di buona famiglia si comporta in maniera irriverente e goliardica nei confronti dei familiari, del mondo del lavoro e delle istituzioni, travolgendo con il suo sarcasmo ogni barriera sociale. Non arrestandosi nemmeno di fronte alla morte: estremo, tragico gioco.


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia

Mario Garriba

Mario Garriba

Mario Garriba (Soave, Verona, 1944 - Italia, 2013) esordisce nel lungometraggio nel 1971 con In punto di morte, saggio di diploma per il Centro sperimentale di cinematografia, che, caso unico nel suo genere, vince il Pardo d’oro al Festival di Locarno. In precedenza aveva diretto il cortometraggio Voce del verbo morire (1970). Nel corso della carriera realizzerà solamente un altro film, Corse a perdicuore (1980), portato a termine dopo diversi anni di tentativi e di infinite resistenze dell’industria cinematografica italiana dell’epoca. 

Filmografia:
Voce del verbo morire (cm, 1970), In punto di morte (1971), Corse a perdicuore (1980).

Cast and Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Mario Garriba
fotografia/cinematography
Mario Berta
montaggio/film editing
Fabio Garriba, Mario Garriba
scenografia/production design
Lidija Yurakic
musica/music
Dimitri Nicolau Golovnyi
interpreti/cast
Fabio Garriba, Elio Capitoli, Ercole Ercolani, Jobst Grapow, Luigi Guerra, Maria Marchi
produzione/production
Centro Sperimentale di Cinematografia


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista

«Non ho voluto raccontare una storia. Ho preso invece un personaggio che con le sue contraddizioni mi permettesse di passare di continuo dalla realtà alla finzione, dal presente al passato come se fossero la stessa cosa. Un personaggio chiuso dentro una città di provincia con giornate tutte uguali fatte da desideri inutili. Mi sono posto dietro la macchina da presa con distacco, guardando le cose attraverso inquadrature fisse. […] Una scelta che non è stata casuale, ma nata anche in rapporto ai pochissimi mezzi di cui disponevo: una Eclair 16mm, un Nagra III per la presa diretta, sette milioni di preventivo e quindici giorni di lavorazione. Si trattava quindi di ritrovare il cinema all’interno di una struttura che in apparenza lo negava o perlomeno lo nascondeva».

Sinossi Approfondisci

A Orvieto, un giovane di buona famiglia si comporta in maniera irriverente e goliardica nei confronti dei familiari, del mondo del lavoro e delle istituzioni, travolgendo con il suo sarcasmo ogni barriera sociale. Non arrestandosi nemmeno di fronte alla morte: estremo, tragico gioco.


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia Tutto sui registi del film

Mario Garriba

Mario Garriba

Mario Garriba (Soave, Verona, 1944 - Italia, 2013) esordisce nel lungometraggio nel 1971 con In punto di morte, saggio di diploma per il Centro sperimentale di cinematografia, che, caso unico nel suo genere, vince il Pardo d’oro al Festival di Locarno. In precedenza aveva diretto il cortometraggio Voce del verbo morire (1970). Nel corso della carriera realizzerà solamente un altro film, Corse a perdicuore (1980), portato a termine dopo diversi anni di tentativi e di infinite resistenze dell’industria cinematografica italiana dell’epoca. 

Filmografia:
Voce del verbo morire (cm, 1970), In punto di morte (1971), Corse a perdicuore (1980).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Mario Garriba
fotografia/cinematography
Mario Berta
montaggio/film editing
Fabio Garriba, Mario Garriba
scenografia/production design
Lidija Yurakic
musica/music
Dimitri Nicolau Golovnyi
interpreti/cast
Fabio Garriba, Elio Capitoli, Ercole Ercolani, Jobst Grapow, Luigi Guerra, Maria Marchi
produzione/production
Centro Sperimentale di Cinematografia


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«Non ho voluto raccontare una storia. Ho preso invece un personaggio che con le sue contraddizioni mi permettesse di passare di continuo dalla realtà alla finzione, dal presente al passato come se fossero la stessa cosa. Un personaggio chiuso dentro una città di provincia con giornate tutte uguali fatte da desideri inutili. Mi sono posto dietro la macchina da presa con distacco, guardando le cose attraverso inquadrature fisse. […] Una scelta che non è stata casuale, ma nata anche in rapporto ai pochissimi mezzi di cui disponevo: una Eclair 16mm, un Nagra III per la presa diretta, sette milioni di preventivo e quindici giorni di lavorazione. Si trattava quindi di ritrovare il cinema all’interno di una struttura che in apparenza lo negava o perlomeno lo nascondeva».