I PARENTI TUTTI

di Fabio Garriba
I PARENTI TUTTI - I PARENTI TUTTI

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 1967

Durata: 19'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Un ragazzo immagina di essere morto e di sentire i commenti di familiari e amici.


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia

Fabio Garriba

Fabio Garriba

Fabio Garriba (Soave, Verona, 1944 - Verona, 2016), protagonista di entrambe le pellicole del fratello Mario, nel corso della sua carriera ha recitato in film come Vento dell’est di Jean-Luc Godard (1968), Agostino d’Ippona di Roberto Rossellini (1972), Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio (1972), La via dei babbuini di Luigi Magni (1974), Novecento di Bernardo Bertolucci (1976) e La terrazza di Ettore Scola (1980). Ha inoltre lavorato anche come assistente regista per Bertolucci (Partner, 1968) e Pier Paolo Pasolini (Porcile, 1969). Nel 1967 ha diretto il cortometraggio I parenti tutti. 

Filmografia:
I parenti tutti (cm, 1967).

Cast and Credits

regia/director
Fabio Garriba
fotografia/cinematography
Elio Bisignani
scenografia/production design
Giacomo Calò
costumi/costume design
Franco Della Noce
interpreti/cast
Fabio Garriba, Bianca Bresadola, Renato Tomasino, Anna Rossiello, Nerina Breccia, Gianna Soldano
produzione/production
Centro sperimentale di cinematografia


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista

«“Mi sento un cadavere, devo far presto a seppellirmi altrimenti puzzo!” Da questa osservazione si è sviluppato in me il desiderio di assistere ai miei funerali: desiderio elementare che credo ognuno di noi abbia provato. Si trattava cioè di un mio bisogno personale di vedere morta e seppellita la mia infanzia, la mia adolescenza e chiudere così i rapporti con i familiari per poter resuscitare adulto. Tuttavia nel cortometraggio si crea un’ambiguità che porta a sospettare che il protagonista non sia morto. Questa ambiguità riflette la mia situazione reale. Oggi, a un anno di distanza, posso dire in sincerità che la cassa caricata sul carro funebre era vuota perché mi ritrovo con addosso ancora il mio cadavere alla ricerca di una fossa dove seppellirlo». 

Sinossi Approfondisci

Un ragazzo immagina di essere morto e di sentire i commenti di familiari e amici.


In collaborazione con la Cineteca Nazionale

Regia Tutto sui registi del film

Fabio Garriba

Fabio Garriba

Fabio Garriba (Soave, Verona, 1944 - Verona, 2016), protagonista di entrambe le pellicole del fratello Mario, nel corso della sua carriera ha recitato in film come Vento dell’est di Jean-Luc Godard (1968), Agostino d’Ippona di Roberto Rossellini (1972), Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio (1972), La via dei babbuini di Luigi Magni (1974), Novecento di Bernardo Bertolucci (1976) e La terrazza di Ettore Scola (1980). Ha inoltre lavorato anche come assistente regista per Bertolucci (Partner, 1968) e Pier Paolo Pasolini (Porcile, 1969). Nel 1967 ha diretto il cortometraggio I parenti tutti. 

Filmografia:
I parenti tutti (cm, 1967).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Fabio Garriba
fotografia/cinematography
Elio Bisignani
scenografia/production design
Giacomo Calò
costumi/costume design
Franco Della Noce
interpreti/cast
Fabio Garriba, Bianca Bresadola, Renato Tomasino, Anna Rossiello, Nerina Breccia, Gianna Soldano
produzione/production
Centro sperimentale di cinematografia


contatti/contacts
Cineteca Nazionale
Laura Argento
laura.argento@fondazionecsc.it
www.fondazionecsc.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«“Mi sento un cadavere, devo far presto a seppellirmi altrimenti puzzo!” Da questa osservazione si è sviluppato in me il desiderio di assistere ai miei funerali: desiderio elementare che credo ognuno di noi abbia provato. Si trattava cioè di un mio bisogno personale di vedere morta e seppellita la mia infanzia, la mia adolescenza e chiudere così i rapporti con i familiari per poter resuscitare adulto. Tuttavia nel cortometraggio si crea un’ambiguità che porta a sospettare che il protagonista non sia morto. Questa ambiguità riflette la mia situazione reale. Oggi, a un anno di distanza, posso dire in sincerità che la cassa caricata sul carro funebre era vuota perché mi ritrovo con addosso ancora il mio cadavere alla ricerca di una fossa dove seppellirlo».