IN TEMPO PER MODIFICHE TEMPORALI

di Paola Gandolfi
IN TIME FOR TEMPORAL CHANGES - IN TEMPO PER MODIFICHE TEMPORALI

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 2016

Durata: 6'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Otto quadri raccontano la preparazione di una bambina per il suo primo giorno di scuola. Le riprese del padre alla stessa Paola Gandolfi, risalenti al 1955, sono rielaborate in una dimensione fiabesca e senza tempo.

Regia

Paola Gandolfi

Paola Gandolfi

Paola Gandolfi ha un approccio alla pittura e al video legato soprattutto alla figura femminile, alle dinamiche psichiche che definiscono l’identità di genere della donna e alle lente trasformazioni storiche e sociali della condizione femminile nella società. Dal 1980 al 2000 ha lavorato dipingendo quadri e realizzando sculture e ha partecipato a mostre in tutto il mondo. Dal 2000 ha iniziato a lavorare anche con il video e l’animazione.

Filmografia:
La recherche de ma mere (coregia/codirector Francesca Ravello, cm, 2003), Macchina Madre (cm, 2007), Elettricità nascosta (coregia/codirector Maura Manfredi, cm, 2011), In tempo per modifiche temporali (cm, 2016).

Cast and Credits

regia/director
Paola Gandolfi
montaggio/film editing
Marco Salvatori
suono/sound
Ermanno Ghisio-Erba, Stefano Di Fiore
produttori/producers
Paola Gandolfi, Patrizia Bayliss-Smith


contatti/contacts
Produzione 8 Production
Laura Catalano
paolagandolfi@mac.com
info@pr8duction.com
www.pr8duction.com

Dichiarazione regista

«Ho ritrovato un piccolo film che mio padre aveva girato con la sua cinepresa Pathé 9.5. Era il mio primo giorno di scuola, mio padre filmava la mia “vestizione/preparazione”. Mi sono resa conto, guardando e riguardando il filmato, che il protagonista è il tempo. […] Le immagini scorrono nel video di oggi e io mi trovo, ora, tra me piccola e me grande, con mia madre che mi vestiva e mio padre che non si vede, ma mi guardava/filmava. […] Ora sono io quella che guarda, quella che detiene il gioco, quella che modifica, e sono l’unica superstite della scena. Ho spiato frame su frame, come un detective che cerca le tracce di un delitto. […] Fare questo corto è stato come uno scavo archeologico, ho fatto e detto ciò che a quell’età non si può fare o dire. Con i suoni, i segni, le modifiche che ho disegnato, ho dato la voce al mio film muto».

Sinossi Approfondisci

Otto quadri raccontano la preparazione di una bambina per il suo primo giorno di scuola. Le riprese del padre alla stessa Paola Gandolfi, risalenti al 1955, sono rielaborate in una dimensione fiabesca e senza tempo.

Regia Tutto sui registi del film

Paola Gandolfi

Paola Gandolfi

Paola Gandolfi ha un approccio alla pittura e al video legato soprattutto alla figura femminile, alle dinamiche psichiche che definiscono l’identità di genere della donna e alle lente trasformazioni storiche e sociali della condizione femminile nella società. Dal 1980 al 2000 ha lavorato dipingendo quadri e realizzando sculture e ha partecipato a mostre in tutto il mondo. Dal 2000 ha iniziato a lavorare anche con il video e l’animazione.

Filmografia:
La recherche de ma mere (coregia/codirector Francesca Ravello, cm, 2003), Macchina Madre (cm, 2007), Elettricità nascosta (coregia/codirector Maura Manfredi, cm, 2011), In tempo per modifiche temporali (cm, 2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Paola Gandolfi
montaggio/film editing
Marco Salvatori
suono/sound
Ermanno Ghisio-Erba, Stefano Di Fiore
produttori/producers
Paola Gandolfi, Patrizia Bayliss-Smith


contatti/contacts
Produzione 8 Production
Laura Catalano
paolagandolfi@mac.com
info@pr8duction.com
www.pr8duction.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Ho ritrovato un piccolo film che mio padre aveva girato con la sua cinepresa Pathé 9.5. Era il mio primo giorno di scuola, mio padre filmava la mia “vestizione/preparazione”. Mi sono resa conto, guardando e riguardando il filmato, che il protagonista è il tempo. […] Le immagini scorrono nel video di oggi e io mi trovo, ora, tra me piccola e me grande, con mia madre che mi vestiva e mio padre che non si vede, ma mi guardava/filmava. […] Ora sono io quella che guarda, quella che detiene il gioco, quella che modifica, e sono l’unica superstite della scena. Ho spiato frame su frame, come un detective che cerca le tracce di un delitto. […] Fare questo corto è stato come uno scavo archeologico, ho fatto e detto ciò che a quell’età non si può fare o dire. Con i suoni, i segni, le modifiche che ho disegnato, ho dato la voce al mio film muto».