RAT FILM

di Theo Anthony
RAT FILM

Informazioni

Nazione: USA

Anno: 2016

Durata: 82'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

I topi vivono nei muri, nei cunicoli, tra le recinzioni e i vicoli: luoghi di separazione e confine che segnano le nostre vite, ma che per questi animali, assumono una dimensione totalmente diversa, una dimensione domestica. Attraverso il loro punto di vista, e quello di chi li ama, di chi ci convive e anche di chi li uccide, la storia della città di Baltimora viene così esplorata in un modo diverso e assolutamente originale.

Regia

Theo Anthony

Theo Anthony

Theo Anthony (1989) vive a Baltimora, dove lavora come scrittore, fotografo e filmmaker. Con i suoi lavori è apparso su siti e riviste di rilevanza internazionale, quali «The Atlantic», «Vice» e «Agence-France Presse». Ha diretto diversi cortometraggi e documentari, tra cui Chop My Money (2014) e lo stesso Rat Film (2016), presentati ai festival di Toronto, Locarno e Rotterdam. Nel 2015 è stato incluso da «Filmmaker’s Magazine» tra le «25 New Faces of Independent Film». Attualmente sta lavorando al documentario Maison pour la vie.

Filmografia:
Chop My Money (cm, doc., 2014), Rat Film (doc., 2016).

Cast and Credits

regia, soggetto, fotografia, montaggio/director, story, cinematography, film editing
Theo Anthony
musica/music
Dan Deacon
interprete/cast
Maureen Jones (voce narrante/narrator)
produttori/producers
Riel Roch-Dechter, Sebastian Pardo
produzione/production
Memory


contatti/contacts
Memory
Riel Roch-Decter
rrd@memory.is
www.memory.is

Dichiarazione regista

«Il mio documentario sfida la tipica rappresentazione oggettiva che di norma il giornalismo offre di un’esperienza. M’interessa fare film che indaghino il modo in cui la realtà soggettiva sia mercificata per adattarsi a storie di sfruttamento e produzione. Voglio capire come questo processo sia usato per anestetizzare il dolore ed eliminare le responsabilità, e come, nella realizzazione di un film, la separazione tra artista e soggetto riprenda logiche di sfruttamento più ampie, di tipo capitalistico. Voglio fare film con un linguaggio visivo familiare, in grado sia di accettare sia di sfidare questo tipo di rappresentazioni».

Sinossi Approfondisci

I topi vivono nei muri, nei cunicoli, tra le recinzioni e i vicoli: luoghi di separazione e confine che segnano le nostre vite, ma che per questi animali, assumono una dimensione totalmente diversa, una dimensione domestica. Attraverso il loro punto di vista, e quello di chi li ama, di chi ci convive e anche di chi li uccide, la storia della città di Baltimora viene così esplorata in un modo diverso e assolutamente originale.

Regia Tutto sui registi del film

Theo Anthony

Theo Anthony

Theo Anthony (1989) vive a Baltimora, dove lavora come scrittore, fotografo e filmmaker. Con i suoi lavori è apparso su siti e riviste di rilevanza internazionale, quali «The Atlantic», «Vice» e «Agence-France Presse». Ha diretto diversi cortometraggi e documentari, tra cui Chop My Money (2014) e lo stesso Rat Film (2016), presentati ai festival di Toronto, Locarno e Rotterdam. Nel 2015 è stato incluso da «Filmmaker’s Magazine» tra le «25 New Faces of Independent Film». Attualmente sta lavorando al documentario Maison pour la vie.

Filmografia:
Chop My Money (cm, doc., 2014), Rat Film (doc., 2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, soggetto, fotografia, montaggio/director, story, cinematography, film editing
Theo Anthony
musica/music
Dan Deacon
interprete/cast
Maureen Jones (voce narrante/narrator)
produttori/producers
Riel Roch-Dechter, Sebastian Pardo
produzione/production
Memory


contatti/contacts
Memory
Riel Roch-Decter
rrd@memory.is
www.memory.is

Dichiarazione regista Approfondisci

«Il mio documentario sfida la tipica rappresentazione oggettiva che di norma il giornalismo offre di un’esperienza. M’interessa fare film che indaghino il modo in cui la realtà soggettiva sia mercificata per adattarsi a storie di sfruttamento e produzione. Voglio capire come questo processo sia usato per anestetizzare il dolore ed eliminare le responsabilità, e come, nella realizzazione di un film, la separazione tra artista e soggetto riprenda logiche di sfruttamento più ampie, di tipo capitalistico. Voglio fare film con un linguaggio visivo familiare, in grado sia di accettare sia di sfidare questo tipo di rappresentazioni».