ANTIPORNO

di Sion Sono
ANTIPORNO - ANTIPORNO

Informazioni

Nazione: Giappone

Anno: 2016

Durata: 78'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Kyoko è un’artista ventunenne con manie di protagonismo. In un momento di sconforto si sfoga contro la sua assistente, più grande di lei, umiliandola sessualmente di fronte al loro staff. Improvvisamente qualcuno urla «taglia!» e ci si scopre sul set di un film. Una frattura della realtà che permette a Noriko di assumere il ruolo dominante e ribaltare le umiliazioni. [mp]

Regia

Sion Sono

Sion Sono

Sion Sono (Toyokawa, Giappone, 1961) è uno dei registi giapponesi più conosciuti e apprezzati all’estero. Nei suoi film descrive la società nipponica in modo provocatorio e violento, con numerosi riferimenti alla cultura pop. Tra le sue opere, Suicide Club (2002), che con Noriko’s Dinner Table (2005) fa parte di una trilogia sull’alienazione, Strange Circus (2005), con cui ha vinto il premio della giuria del Berliner Zeitung, e Love Exposure (2008), vincitore del premio Fipresci e del Caligari Film Award alla Berlinale, nonché primo tassello della «trilogia dell’odio», di cui faranno parte Cold Fish (2010) e Guilty of Romance (2011). Con Himizu (2011) ha partecipato in concorso a Venezia, dove nel 2013 ha presentato Why Don’t You Play in Hell. Nel 2011 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva. Vi ha fatto ritorno nelle edizioni successive con Tokyo Tribe (2014), Love & Peace (2015), Riaru onigokko (2015) e Shinjuku suwan (2015).

Filmografia:
The Room (1992), Suicide Club (2002), Noriko’s Dinner Table (2005), Strange Circus (2005), Hazard (2006), Exte: Hair Extensions (2007), Love Exposure (2008), Cold Fish (2010), Guilty of Romance (2011), Himizu (2011), Why Don’t You Play in Hell (2013), Tokyo Tribe (2014), Love & Peace (2015), Riaru onigokko (TAG, 2015), Shinjuku suwan (Shinjuku Swan, 2015), Antiporno (2016).

Cast and Credits

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Sion Sono
fotografia/cinematography
Maki Ito
montaggio/film editing
Junichi Ito
scenografia/production design
Hirofumi Nishikiori
costumi/costume design
Kazuhiro Sawataishi
musica/music
Tomonobu Kikuchi
suono/sound
Hironori Ito
interpreti/cast
Ami Tomite, Fujiko, Sayaka Kotani, Mana Yoshimuta, Ami, Ai Shimomura, Ami Fukuda, Yuya Takayama, Dai Hasegawa, Hirari Ikeda, Saki, Hideyuki Kobashi, Hitedoshi Kawaya, Takumi Banda, Tomo Uchino
produttori/producers
Naoko Komuro, Masahiko Takahashi
produzione/production
Django Film


contatti/contacts
Nikkatsu
Mami Furukawa
m.furukawa@nikkatsu.co.jp
www.nikkatsu.com

Dichiarazione regista

«Sion Sono ha diretto un film pornografico in cui critica pesantemente il genere. Il suo scopo è portare in superficie le prospettive del cinema porno e dimostrare che sia le strutture di potere che regolano la società sia le relazioni umane sono intercambiabili, se messe in collegamento da differenti punti di vista attraverso i meccanismi del cinema. Nel momento in cui il pubblico sente urlare “taglia!”, la realtà e i personaggi di finzione, così come il bilanciamento del loro potere e gli eventi, subiscono un improvviso rovesciamento. Possiamo separare il reale dalla finzione? Chi può decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato?» (N. Komuro, M. Takahashi)

Sinossi Approfondisci

Kyoko è un’artista ventunenne con manie di protagonismo. In un momento di sconforto si sfoga contro la sua assistente, più grande di lei, umiliandola sessualmente di fronte al loro staff. Improvvisamente qualcuno urla «taglia!» e ci si scopre sul set di un film. Una frattura della realtà che permette a Noriko di assumere il ruolo dominante e ribaltare le umiliazioni. [mp]

Regia Tutto sui registi del film

Sion Sono

Sion Sono

Sion Sono (Toyokawa, Giappone, 1961) è uno dei registi giapponesi più conosciuti e apprezzati all’estero. Nei suoi film descrive la società nipponica in modo provocatorio e violento, con numerosi riferimenti alla cultura pop. Tra le sue opere, Suicide Club (2002), che con Noriko’s Dinner Table (2005) fa parte di una trilogia sull’alienazione, Strange Circus (2005), con cui ha vinto il premio della giuria del Berliner Zeitung, e Love Exposure (2008), vincitore del premio Fipresci e del Caligari Film Award alla Berlinale, nonché primo tassello della «trilogia dell’odio», di cui faranno parte Cold Fish (2010) e Guilty of Romance (2011). Con Himizu (2011) ha partecipato in concorso a Venezia, dove nel 2013 ha presentato Why Don’t You Play in Hell. Nel 2011 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva. Vi ha fatto ritorno nelle edizioni successive con Tokyo Tribe (2014), Love & Peace (2015), Riaru onigokko (2015) e Shinjuku suwan (2015).

Filmografia:
The Room (1992), Suicide Club (2002), Noriko’s Dinner Table (2005), Strange Circus (2005), Hazard (2006), Exte: Hair Extensions (2007), Love Exposure (2008), Cold Fish (2010), Guilty of Romance (2011), Himizu (2011), Why Don’t You Play in Hell (2013), Tokyo Tribe (2014), Love & Peace (2015), Riaru onigokko (TAG, 2015), Shinjuku suwan (Shinjuku Swan, 2015), Antiporno (2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Sion Sono
fotografia/cinematography
Maki Ito
montaggio/film editing
Junichi Ito
scenografia/production design
Hirofumi Nishikiori
costumi/costume design
Kazuhiro Sawataishi
musica/music
Tomonobu Kikuchi
suono/sound
Hironori Ito
interpreti/cast
Ami Tomite, Fujiko, Sayaka Kotani, Mana Yoshimuta, Ami, Ai Shimomura, Ami Fukuda, Yuya Takayama, Dai Hasegawa, Hirari Ikeda, Saki, Hideyuki Kobashi, Hitedoshi Kawaya, Takumi Banda, Tomo Uchino
produttori/producers
Naoko Komuro, Masahiko Takahashi
produzione/production
Django Film


contatti/contacts
Nikkatsu
Mami Furukawa
m.furukawa@nikkatsu.co.jp
www.nikkatsu.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Sion Sono ha diretto un film pornografico in cui critica pesantemente il genere. Il suo scopo è portare in superficie le prospettive del cinema porno e dimostrare che sia le strutture di potere che regolano la società sia le relazioni umane sono intercambiabili, se messe in collegamento da differenti punti di vista attraverso i meccanismi del cinema. Nel momento in cui il pubblico sente urlare “taglia!”, la realtà e i personaggi di finzione, così come il bilanciamento del loro potere e gli eventi, subiscono un improvviso rovesciamento. Possiamo separare il reale dalla finzione? Chi può decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato?» (N. Komuro, M. Takahashi)