AB URBE COACTA

di Mauro Ruvolo
AB URBE COACTA - AB URBE COACTA

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 2016

Durata: 75'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

In una Roma decaduta, dove la nevrosi dei tempi moderni si esprime attraverso un umorismo cinico e volgare, Mauro Bonanni si affaccia alla vecchiaia con profondo disagio esistenziale. Come tanti, lamenta l’invasione di extracomunitari, ma il suo razzismo, di vita più che ideologico, si rivela contraddittorio. Mauro, infatti, è così attratto da quelle terre lontane da partire improvvisamente per Cotonou, nel Benin, dove anni addietro ha condiviso un viaggio con un dipendente beninese.

Regia

Mauro Ruvolo

Mauro Ruvolo

Mauro Ruvolo (Italia), artista poliedrico indipendente, ha mosso i primi passi all’inizio degli anni Novanta come producer musicale sulla scena elettronica londinese. Poco dopo ha affiancato all’attività di musicista e restauratore audio di film, quella di filmmaker e montatore, lavorando a numerosi materiali audiovisivi per Rarovideo (tra cui i videosaggi di Adriano Aprà sul Conformista di Bertolucci e sui Clowns di Fellini, e il documentario di Tatti Sanguineti sulla Rabbia di Pasolini e Guareschi). Molto prolifico nella realizzazione di trailer, ha curato riprese e montaggio del documentario Liberi tutti di Luca Rea. Ab Urbe Coacta è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:
Ab Urbe Coacta (doc., 2016). 

Cast and Credits

regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, musica, produttore/director, screenplay, cinematography, film editing, music, producer
Mauro Ruvolo


contatti/contacts
info@altrestorie.it

Dichiarazione regista

«Ab Urbe Coacta è stata una profonda esperienza di vita, giunta alla sua forma finale non solo dopo un lungo lavoro di selezione, ma dopo l’evoluzione di un’idea aperta a cambi di rotta anche radicali, quasi passiva nei confronti delle soluzioni che la realtà man mano ha suggerito. I pochi elementi di finzione sono plasmati su un tessuto di personaggi e situazioni reali e il percorso narrativo è tracciato da “documenti” che non hanno avuto bisogno di messa in scena. Proprio la necessità di raccontare una romanità che sta scomparendo è stata uno dei motori trainanti del progetto».

Sinossi Approfondisci

In una Roma decaduta, dove la nevrosi dei tempi moderni si esprime attraverso un umorismo cinico e volgare, Mauro Bonanni si affaccia alla vecchiaia con profondo disagio esistenziale. Come tanti, lamenta l’invasione di extracomunitari, ma il suo razzismo, di vita più che ideologico, si rivela contraddittorio. Mauro, infatti, è così attratto da quelle terre lontane da partire improvvisamente per Cotonou, nel Benin, dove anni addietro ha condiviso un viaggio con un dipendente beninese.

Regia Tutto sui registi del film

Mauro Ruvolo

Mauro Ruvolo

Mauro Ruvolo (Italia), artista poliedrico indipendente, ha mosso i primi passi all’inizio degli anni Novanta come producer musicale sulla scena elettronica londinese. Poco dopo ha affiancato all’attività di musicista e restauratore audio di film, quella di filmmaker e montatore, lavorando a numerosi materiali audiovisivi per Rarovideo (tra cui i videosaggi di Adriano Aprà sul Conformista di Bertolucci e sui Clowns di Fellini, e il documentario di Tatti Sanguineti sulla Rabbia di Pasolini e Guareschi). Molto prolifico nella realizzazione di trailer, ha curato riprese e montaggio del documentario Liberi tutti di Luca Rea. Ab Urbe Coacta è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:
Ab Urbe Coacta (doc., 2016). 

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, musica, produttore/director, screenplay, cinematography, film editing, music, producer
Mauro Ruvolo


contatti/contacts
info@altrestorie.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«Ab Urbe Coacta è stata una profonda esperienza di vita, giunta alla sua forma finale non solo dopo un lungo lavoro di selezione, ma dopo l’evoluzione di un’idea aperta a cambi di rotta anche radicali, quasi passiva nei confronti delle soluzioni che la realtà man mano ha suggerito. I pochi elementi di finzione sono plasmati su un tessuto di personaggi e situazioni reali e il percorso narrativo è tracciato da “documenti” che non hanno avuto bisogno di messa in scena. Proprio la necessità di raccontare una romanità che sta scomparendo è stata uno dei motori trainanti del progetto».