HELE SA HIWAGANG HAPIS

di Lav Diaz
A LULLABY TO THE SORROWFUL MISTERY

Informazioni

Nazione: Filippine

Anno: 2016

Durata: 480'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

La rivoluzione filippina che, tra il 1896 e il 1897, liberò l’arcipelago asiatico dalla secolare dominazione spagnola. Le vicende dei principali attori che vi presero parte, tra eroi nazionali, personaggi letterari e mitologici, in un racconto metalinguistico in bilico tra indagine storica, letteratura, epos e inconscio collettivo. [cg]

Regia

Lav Diaz

Lav Diaz

Lav Diaz (Cotabato, Filippine, 1958) ha frequentato il Mowelfund Film Institute di Quezon City e ha esordito nel 1997 con The Criminal of Barrio Concepcion, imponendosi come uno degli autori più innovativi del cinema filippino. La consacrazione è arrivata con Batang West Side (2002), premiato a Bruxelles e Singapore, e con il fluviale Evolution of a Filipino Family (2004), presentato a Rotterdam e a Torino, così come il documentario I figli dell’uragano (2014). I suoi ultimi lavori sono stati presentati ai più grandi festival internazionali, fra cui Cannes (Norte - The End of History, 2013), Locarno (From What Is Before, 2014, Pardo d’oro), Berlino (A Lullaby for the Sorrowful Mystery, 2016, Alfred Bauer Award) e Venezia (The Woman Who Left, 2016, Leone d’oro). 

Filmografia:
Serafin Geronimo, kriminal ng baryo concepcion (The Criminal of Barrio Concepcion, 1998), Burger Boys (1999), Batang West Side (2002), Hesus rebolusyonaryo (Hesus the Revolutionary, 2002), Ebolusyon ng isang pamilayang Pilipino (Evolution of a Filipino Family, 2004), Heremias: Unang aklat - Ang alamat ng prinsesang bayawak (2005), Melancholia (2008), Florentina Hubaldo, CTE (2012), Norte, hangganan ng kasaysayan (Norte - The End of History, 2013), Mula sa kung ano ang noon (From What Is Before, 2014), Ang babayeng humayo (The Woman Who Left, 2016).

Cast and Credits

regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio/director, story, screenplay, film editing
Lav Diaz
fotografia/cinematography
Larry Manda
scenografia/production design
Popo Diaz
costumi/costume design
Jona Ballaran
musica/music
Ely Buendia, Danny Fabella
suono/sound
Erwil Romulo
interpreti e personaggi/cast and characters
John Llyod Cruz (Isagani), Piolo Pascual (Simoun), Hazel Orencio (Oryang), Alessandra De Rossi (Cesaria)
produttori/producers
Bianca Balbuena, Hazel Orencio
produzione/production
Ten17P, Epicmedia, Sine, Olivia Pilipinas
coproduttori/coproducers
Jeremy Chua, Fran Borgia
coproduzione/coproduction
Potokol, Akanga Film Asia


contatti/contacts
Films Boutique
Giorgia Hueisse
giorgia@filmsboutique.com
www.filmsboutique.com

Dichiarazione regista

«Si dice che sia rischioso mettere in discussione i dettagli storici. Si dice che sia anche più rischioso correggere gli stravolgimenti apportati agli eventi storici. Ma la cosa più rischiosa di tutte è più rischioso ancora non prestare attenzione alla verità che questi avvenimenti celano. Ci sono da sempre discussioni infinite sulla morte di Andres Bonifacio, il più delle volte amare, piene di cattiveria, ambigue, faticose e rassegnate. Le discussioni spesso hanno conseguenze cruente. Oggi regnano la paura e la codardia. Ma desiderare la libertà non può essere un’illusione. […] Dobbiamo liberare la nostra patria da coloro che la possiedono ingiustamente, perché la storia ce lo insegna. Spero solo che la ribellione possa significare qualcosa per il mio Paese».

Sinossi Approfondisci

La rivoluzione filippina che, tra il 1896 e il 1897, liberò l’arcipelago asiatico dalla secolare dominazione spagnola. Le vicende dei principali attori che vi presero parte, tra eroi nazionali, personaggi letterari e mitologici, in un racconto metalinguistico in bilico tra indagine storica, letteratura, epos e inconscio collettivo. [cg]

Regia Tutto sui registi del film

Lav Diaz

Lav Diaz

Lav Diaz (Cotabato, Filippine, 1958) ha frequentato il Mowelfund Film Institute di Quezon City e ha esordito nel 1997 con The Criminal of Barrio Concepcion, imponendosi come uno degli autori più innovativi del cinema filippino. La consacrazione è arrivata con Batang West Side (2002), premiato a Bruxelles e Singapore, e con il fluviale Evolution of a Filipino Family (2004), presentato a Rotterdam e a Torino, così come il documentario I figli dell’uragano (2014). I suoi ultimi lavori sono stati presentati ai più grandi festival internazionali, fra cui Cannes (Norte - The End of History, 2013), Locarno (From What Is Before, 2014, Pardo d’oro), Berlino (A Lullaby for the Sorrowful Mystery, 2016, Alfred Bauer Award) e Venezia (The Woman Who Left, 2016, Leone d’oro). 

Filmografia:
Serafin Geronimo, kriminal ng baryo concepcion (The Criminal of Barrio Concepcion, 1998), Burger Boys (1999), Batang West Side (2002), Hesus rebolusyonaryo (Hesus the Revolutionary, 2002), Ebolusyon ng isang pamilayang Pilipino (Evolution of a Filipino Family, 2004), Heremias: Unang aklat - Ang alamat ng prinsesang bayawak (2005), Melancholia (2008), Florentina Hubaldo, CTE (2012), Norte, hangganan ng kasaysayan (Norte - The End of History, 2013), Mula sa kung ano ang noon (From What Is Before, 2014), Ang babayeng humayo (The Woman Who Left, 2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio/director, story, screenplay, film editing
Lav Diaz
fotografia/cinematography
Larry Manda
scenografia/production design
Popo Diaz
costumi/costume design
Jona Ballaran
musica/music
Ely Buendia, Danny Fabella
suono/sound
Erwil Romulo
interpreti e personaggi/cast and characters
John Llyod Cruz (Isagani), Piolo Pascual (Simoun), Hazel Orencio (Oryang), Alessandra De Rossi (Cesaria)
produttori/producers
Bianca Balbuena, Hazel Orencio
produzione/production
Ten17P, Epicmedia, Sine, Olivia Pilipinas
coproduttori/coproducers
Jeremy Chua, Fran Borgia
coproduzione/coproduction
Potokol, Akanga Film Asia


contatti/contacts
Films Boutique
Giorgia Hueisse
giorgia@filmsboutique.com
www.filmsboutique.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Si dice che sia rischioso mettere in discussione i dettagli storici. Si dice che sia anche più rischioso correggere gli stravolgimenti apportati agli eventi storici. Ma la cosa più rischiosa di tutte è più rischioso ancora non prestare attenzione alla verità che questi avvenimenti celano. Ci sono da sempre discussioni infinite sulla morte di Andres Bonifacio, il più delle volte amare, piene di cattiveria, ambigue, faticose e rassegnate. Le discussioni spesso hanno conseguenze cruente. Oggi regnano la paura e la codardia. Ma desiderare la libertà non può essere un’illusione. […] Dobbiamo liberare la nostra patria da coloro che la possiedono ingiustamente, perché la storia ce lo insegna. Spero solo che la ribellione possa significare qualcosa per il mio Paese».