LOS DECENTES

di Lukas Valenta Rinner
A DECENT WOMAN

Informazioni

Nazione: Austria, Corea del sud, Argentina

Anno: 2016

Durata: 100'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

In cerca di un’occupazione, la sprovveduta Belén finisce a lavorare come cameriera per una famiglia dell’alta società argentina, che vive in una gated community alla periferia di Buenos Aires. In quel luogo blindato e così rispettabile, un giorno la donna fa una strana scoperta: proprio accanto al complesso residenziale sorge una nutrita comunità di nudisti, che passa le giornate tra bagni in piscina e sessioni di sesso tantrico. Un canto di sirene troppo invitante per non essere raccolto da Belén, che si trova a condurre un’inattesa doppia vita tra perbenismo e licenziosità.

Regia

Lukas Valenta Rinner

Lukas Valenta Rinner

Lukas Valenta Rinner (Salisburgo, Austria) ha studiato all’Università del cinema di Buenos Aires. Ha diretto il cortometraggio Carta a Fukuyama, prima di esordire nel lungometraggio con Parabellum, presentato in diversi festival internazionali, come Göteborg, Jeonju, Amburgo e Londra. Los decentes è il suo secondo lungometraggio.

Filmografia:
Carta a Fukuyama (cm, 2010), Parabellum (2015), Los decentes (2016).

Cast and Credits

regia/director
Lukas Valenta Rinner
sceneggiatura/screenplay
Lukas Valenta Rinner, Ana Godoy, Martin Shanly, Ariel Gurevich
fotografia/cinematography
Roman Kasseroller
montaggio/film editing
Ana Godoy
musica/music
Jimin Kim, Jongho You
suono/sound
Nahuel Palenque
interpreti e personaggi/cast and characters
Iride Mockert (Belén), Martin Shanly, Andrea Strenitz, Mariano Sayavedra
produttori/producers
Ana Godoy, Lukas Valenta Rinner
produzione/production
Nabis Filmgroup
coproduzione/coproduction
Jeonju Cinema Project


contatti/contacts

Dichiarazione regista

«Ho vissuto a lungo in Argentina, e in questo paese le classi abbienti hanno ormai la tendenza a isolarsi. Sempre più spesso vivono in piccole comunità completamente indipendenti, con infrastrutture semiurbane come asili, uffici, supermercati e cinema che consentono loro di vivere senza alcun contatto col mondo esterno. Poi vedi dei ragazzi di sedici anni che arrivano in città e non sanno neppure prendere un autobus. È un fenomeno contemporaneo che associo agli effetti del capitalismo».

Sinossi Approfondisci

In cerca di un’occupazione, la sprovveduta Belén finisce a lavorare come cameriera per una famiglia dell’alta società argentina, che vive in una gated community alla periferia di Buenos Aires. In quel luogo blindato e così rispettabile, un giorno la donna fa una strana scoperta: proprio accanto al complesso residenziale sorge una nutrita comunità di nudisti, che passa le giornate tra bagni in piscina e sessioni di sesso tantrico. Un canto di sirene troppo invitante per non essere raccolto da Belén, che si trova a condurre un’inattesa doppia vita tra perbenismo e licenziosità.

Regia Tutto sui registi del film

Lukas Valenta Rinner

Lukas Valenta Rinner

Lukas Valenta Rinner (Salisburgo, Austria) ha studiato all’Università del cinema di Buenos Aires. Ha diretto il cortometraggio Carta a Fukuyama, prima di esordire nel lungometraggio con Parabellum, presentato in diversi festival internazionali, come Göteborg, Jeonju, Amburgo e Londra. Los decentes è il suo secondo lungometraggio.

Filmografia:
Carta a Fukuyama (cm, 2010), Parabellum (2015), Los decentes (2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Lukas Valenta Rinner
sceneggiatura/screenplay
Lukas Valenta Rinner, Ana Godoy, Martin Shanly, Ariel Gurevich
fotografia/cinematography
Roman Kasseroller
montaggio/film editing
Ana Godoy
musica/music
Jimin Kim, Jongho You
suono/sound
Nahuel Palenque
interpreti e personaggi/cast and characters
Iride Mockert (Belén), Martin Shanly, Andrea Strenitz, Mariano Sayavedra
produttori/producers
Ana Godoy, Lukas Valenta Rinner
produzione/production
Nabis Filmgroup
coproduzione/coproduction
Jeonju Cinema Project


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Dichiarazione regista Approfondisci

«Ho vissuto a lungo in Argentina, e in questo paese le classi abbienti hanno ormai la tendenza a isolarsi. Sempre più spesso vivono in piccole comunità completamente indipendenti, con infrastrutture semiurbane come asili, uffici, supermercati e cinema che consentono loro di vivere senza alcun contatto col mondo esterno. Poi vedi dei ragazzi di sedici anni che arrivano in città e non sanno neppure prendere un autobus. È un fenomeno contemporaneo che associo agli effetti del capitalismo».