THALA MY LOVE

di Mehdi Hmili
THALA MY LOVE

Informazioni

Nazione: Tunisia, Francia, Italia

Anno: 2016

Durata: 87'

34° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Tunisia, gennaio 2011. Durante la rivolta contro il regime di Ben Ali, il prigioniero politico Mohamed riesce a evadere. In mente ha un piano ben preciso: tornare dall’amata Hourya, che si è sposata con un uomo che non ama, e con lei fuggire in Algeria. Intorno a loro un Paese ormai scivolato nel baratro della guerra civile.

Regia

Mehdi Hmili

Mehdi  Hmili

Mehdi Hmili (Tunisi, Tunisia) ha studiato cinema presso la Paris Film School. Ha esordito come regista e sceneggiatore nel 2009 con il cortometraggio X-Moment, a cui sono seguiti Li-La (2011) e The Night of Badr (2012), entrambi dedicati ai temi dell’esilio e dell’amore. Thala mon amour (2016) è il suo primo lungometraggio. Poeta conosciuto in patria per le invettive contro il regime di Ben Ali, vive e lavora tra Parigi e Tunisi.

Filmografia:
X-Moment (cm, 2009), Li-La (cm, 2011), The Night of Badr (cm, 2012), Thala mon amour (2016).

Cast and Credits

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Mehdi Hmili
fotografia/cinematography
Jimmy Boutry
montaggio/film editing
Anas Saadi
scenografia/production design
Mohamed Denguezli
suono/sound
Aymen Toumy
interpreti/cast
Ghanem Zrelli, Najla Ben Abdallah, Moez «Speedy» Baatour, Fatma Ben Saidane, Mohamed Dahech, Rim Hamrouni
produttori/producers
Mohamed Ali Ben Hamra, Soumaya Jelassi
produzione/production
Polimovie International Pictures
coproduzione/coproduction
Cinefeel Factory


contatti/contacts
Polimovie
Mohamed Ali Ben Hamra
polimovie.prod@gmail.com

Dichiarazione regista

«Questo è un film in chiaroscuro. I personaggi, che sembrerebbero aver perso tutto, cercano una ragione per cui vivere nonostante la distruzione in atto. Sono alla continua ricerca delle ragioni per vivere e per amare ancora. Ho provato a combinare scene dall’estetica iperrealistica con sequenze oniriche. Il passaggio da ambientazioni esterne e notturne ad altre immerse in una luce assassina vuole suggerire un’analogia con l’ambivalenza del potere. Ciò appare evidente soprattutto nella grana satura dei colori e nel modo netto con cui si stagliano gli sfondi, così da riflettere la psicologia dei personaggi».

Sinossi Approfondisci

Tunisia, gennaio 2011. Durante la rivolta contro il regime di Ben Ali, il prigioniero politico Mohamed riesce a evadere. In mente ha un piano ben preciso: tornare dall’amata Hourya, che si è sposata con un uomo che non ama, e con lei fuggire in Algeria. Intorno a loro un Paese ormai scivolato nel baratro della guerra civile.

Regia Tutto sui registi del film

Mehdi Hmili

Mehdi  Hmili

Mehdi Hmili (Tunisi, Tunisia) ha studiato cinema presso la Paris Film School. Ha esordito come regista e sceneggiatore nel 2009 con il cortometraggio X-Moment, a cui sono seguiti Li-La (2011) e The Night of Badr (2012), entrambi dedicati ai temi dell’esilio e dell’amore. Thala mon amour (2016) è il suo primo lungometraggio. Poeta conosciuto in patria per le invettive contro il regime di Ben Ali, vive e lavora tra Parigi e Tunisi.

Filmografia:
X-Moment (cm, 2009), Li-La (cm, 2011), The Night of Badr (cm, 2012), Thala mon amour (2016).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay
Mehdi Hmili
fotografia/cinematography
Jimmy Boutry
montaggio/film editing
Anas Saadi
scenografia/production design
Mohamed Denguezli
suono/sound
Aymen Toumy
interpreti/cast
Ghanem Zrelli, Najla Ben Abdallah, Moez «Speedy» Baatour, Fatma Ben Saidane, Mohamed Dahech, Rim Hamrouni
produttori/producers
Mohamed Ali Ben Hamra, Soumaya Jelassi
produzione/production
Polimovie International Pictures
coproduzione/coproduction
Cinefeel Factory


contatti/contacts
Polimovie
Mohamed Ali Ben Hamra
polimovie.prod@gmail.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Questo è un film in chiaroscuro. I personaggi, che sembrerebbero aver perso tutto, cercano una ragione per cui vivere nonostante la distruzione in atto. Sono alla continua ricerca delle ragioni per vivere e per amare ancora. Ho provato a combinare scene dall’estetica iperrealistica con sequenze oniriche. Il passaggio da ambientazioni esterne e notturne ad altre immerse in una luce assassina vuole suggerire un’analogia con l’ambivalenza del potere. Ciò appare evidente soprattutto nella grana satura dei colori e nel modo netto con cui si stagliano gli sfondi, così da riflettere la psicologia dei personaggi».