Giuria Torino 35

Pablo Larraín (Santiago del Cile, Cile, 1976), regista, sceneggiatore e produttore, dopo gli studi all’Universidad de Artes Cencias y Comunicacion fonda la casa di produzione Fabula. Nel 2005 esordisce con Fuga e nel 2008 vince il Torino Film Festival con Tony Manero, primo capitolo della trilogia sulla dittatura di Pinochet, seguito da Post Mortem (2010) e No - I giorni dell’arcobaleno (2012), nominato agli Oscar per il miglior film straniero. Nel 2015 vince con Il Club il Gran premio della giuria alla Berlinale e l’anno successivo realizza due film: Neruda e Jackie, premio per la miglior sceneggiatura a Venezia.
 
Petros Markaris 
(Grecia) è uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e traduttore greco nato a Istanbul. Ha studiato economia, prima di dedicarsi completamente alla scrittura a partire dal 1976. I suoi romanzi gialli sono stati tradotti in venti lingue. Ha dedicato tre romanzi al tema della crisi economica della Grecia e delle sue ricadute sulla vita della popolazione e sulla città di Atene. Tra le sue varie attività, è stato anche cosceneggiatore di Theo Angelopoulos.




Gillies MacKinnon (Glasgow, Scoza, 1948) ha lavorato per il cinema e la televisione dirigendo film come The Grass Arena (1992), debutto dell’attore Mark Rylance, Regeneration (1997), presentato a Venezia, Hideous Kinky - Un treno per Marrakech (1998), con Kate Winslet, e Pure (2002), with Keira Knightley. Nel 1992 ha diretto Robin Wright, Albert Finney e Aidan Quinn in Playboys - Donnaioli (1992) e nel 1994 ha firmato la regia di Uno strano scherzo del destino, interpretato e scritto da Steve Martin. Il suo ultimo film, Whisky Galore (2016), è il remake del classico del cinema britannico di Alexander Mackendrick.

Santiago Mitre (Buenos Aires, Argentina, 1980) ha cofondato nel 2010 La unión de los ríos, con cui ha prodotto il primo lungometraggio El estudiante (2012), premio speciale della giuria nella sezione Cineasti del presente di Locarno. Il successivo La patota, ha vinto nel 2015 il premio per il miglior film alla Semaine de la critique a Cannes e il premio per la miglior attrice (Dolores Fonzi) al Torino Film Festival. La cordillera (2017) ha avuto poi la premiere mondiale all’ultimo festival di Cannes, nella sezione Un certain regard.

Isabella Ragonese (Palermo, 1981) ha esordito nel cinema nel 2006 con Nuovomondo di Emanuele Crialese. Ma è con Tutta la vita davanti (2008) di Paolo Virzì che si è fatta conoscere e apprezzare, ottenendo una nomination ai Nastri d’argento. Riconoscimento attribuitole nel 2010 per Due vite per caso (2009, Alessandro Aronadio) e per La nostra vita (2010, Daniele Lucchetti). Ha recitato inoltre in La sedia della felicità (2014, Carlo Mazzacurati), con cui ha partecipato al Torino Film Festival, e Il padre d’Italia (2017, Fabio Mollo), che le è valso il Globo d’oro.